jump to navigation

Giù le mani dai Blog! October 19, 2007

Posted by laspinanelfianco in Hacktivism, Internet.
Tags:
1 comment so far

Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un’altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Col favore delle tenebre. No, anzi… delle ferie

In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come WordPress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.

Il porto d’armi per il Blog

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla persona.

Le rassicurazioni di Mangiafuoco

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent….

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?

Giudicate voi stessi:

Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

Il Governo riforma l’editoria. Allarme in Rete.” a Repubblica Online.

Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.

La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche” a Civile.it.

Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Opera coperta da Licenza Creative Commons

Fate click sull’immagine per leggere i dettagli della licenza.

Inoltre, potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:

http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

Grazie della vostra collaborazione

Alessandro Bottoni

http://www.alessandrobottoni.it/

http://www.oceanidigitali.it/

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

Per favore, se proprio volete scrivermi, inserite la frase “Google Bombing per la libertà dei Blog” nell’apposita riga “Subject” (“Oggetto”) del vostro messaggio di posta elettronica.

Streaming Video sull’Affaire Creative Commons May 7, 2007

Posted by laspinanelfianco in Diritti Digitali.
1 comment so far

Domani sera, 8 Maggio 2007, dalle 21:30 in poi, a questa URL:

http://www.lucasartoni.com/streaming

Relatore: Alessandro Bottoni

Sede: Hotel Columbus, Marina Romea, Ravenna

Organizzatore: RavennaLUG

Per un’anteprima dell’argomento:

Il Meccanismo di Registrazione di Copyzero e le Licenze Copyzero X

Fading to Islam April 13, 2007

Posted by laspinanelfianco in Religione.
add a comment

Gravi Minacce a Monsignor Bagnasco

Ieri a mezzogiorno, sul TG3 regionale di Bologna, hanno mostrato una scritta “Bagnasco vergogna” (senza nemmeno il tradizionale punto esclamativo) dipinta con vernice rossa (anatema!) sul pavimento di una galleria davanti alle ACLI di Bologna.

Subito dopo hanno riferito che il questore di Bologna ha dato il via ad una indagine di polizia per “minacce gravi” contro Monsignor Bagnasco.

Secondo voi, in quale delle due parole usate dai “terroristi” si trova la “minaccia grave”? In “Bagnasco” od in “vergogna”?

E di cosa, esattamente, è stato minacciato Bagnasco con queste scritte? In altri terminio, cosa gli vorrebbero fare questi ferocissimi terroristi al povero Monsignor Bagnasco se fossero in grado di mettergli le mani addosso?

Infine, cosa dobbiamo pensare di un questore che agisce in questo modo? Dobbiamo aspettarci le stesse tecniche investigative messe in atto molti anni fa a carico del “ferocissimo terrorista” Giuseppe Pinelli?

 

A mali estremi, estremi rimedi

Riporto dalla mailing list di UAAR:

Unioni civili: Radicali Romani aggrediti a La Sapienza mentre raccoglievano le firme. La politica e i media non sottovalutino

12 aprile 2007

Dichiarazione congiunta di Rita Bernardini, Segretaria Radicali Italiani, e di Alessandra Pinna, Presidente dell’Associazione Radicali Roma:

“Questo pomeriggio” dichiara Alessandra Pinna “con altri due compagni mi trovavo davanti all’entrata dell’Università La Sapienza per un tavolo di raccolta firme per la proposta di delibera popolare finalizzata all’istituzione del Registro delle Unioni Civili al Comune di Roma. Mentre stavamo raccogliendo le ultime firme, soddisfatti della buona risposta che i giovani avevano mostrato verso la nostra iniziativa, un uomo sulla quarantina, che già ci aveva precedentemente mostrato in modo del tutto pacifico il suo disappunto sulla proposta di delibera popolare, si è repentinamente scagliato violentemente sul tavolo cercando di ribaltarlo e si è impossessato dei moduli di raccolta firme tentando di strapparli. Due di noi, aiutati da due passanti, lo hanno bloccato mentre cercava di svincolarsi violentemente fino all’arrivo della Polizia. Nel mentre gridava ‘a mali estremi, estremi rimedi’ definendoci ‘distruttori della famiglia’.

Fino a questo momento (ore 9:21 del 13 Aprile 2007) non si ha notizia della apertura di una indagine per “minacce gravi”, o per nessun’altra ipotesi di reato, a carico del quarantenne in questione.

Fading to Islam

Come noto, la Religione Cristiana “deriva” da quella ebraica e quella Islamica “deriva” da quella Cristiana ed Ebraica insieme. O forse sarebbe più esatto dire che la religione Islamica “ingloba” quelle Cristiana ed Ebraica e che la religione Cristiana “ingloba” quella Ebraica. In ogni caso, le affinità sono evidenti.

Basta osservare una delle innumerevoli processioni che si tengono ogni anno nel nostro paese (e non solo nel meridione) per rendersene conto. In particolare, il rito dell’autoflagellazione ricorre quasi identico sia nelle cerimonie islamiche del Muharram (vedi anche Balla coi Sufi) che nelle cerimonie cristiane del Rito dei Vattienti di Nocera, del Rito dei Battenti di Guardia Saframondi e dell’analogo rito a Verbicaro.

Basta guardare le foto dei riti Islamici e di quelli Cristiani per capire che si tratta di due tifoserie che si fronteggiano a distanza, mostrando i muscoli e la propria capacità di soffrire, più o meno come avviene nella Haka dei Maori.

Evidentemente, grazie all’opera innovatrice condotta dalla Chiesa Cattolica negli ultimi vent’anni, il nostro paese sta orgogliosamente riscoprendo la sua anima più profondamente “mediterranea” e “ortodossa”. A noi poveri laici non resta che preparare le valigie e lasciare campo libero a questi “Difensori della Vera Fede”. Torneremo, se del caso, a sepellire i morti segnando le tombe con i loro scudi crociati e le loro spade, come nella migliore tradizione.

Non c’è più posto per la ragione e la tolleranza da queste parti.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it