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Informatica e Politica December 25, 2005

Posted by laspinanelfianco in Uncategorized.
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Visto che questo è il primo post, cominciamo con qualcosa di facile e poco controverso: il rapporto che esiste tra lo “hacktivism” e le scelte politiche dell’individuo.

In questo momento esistono sul web centinaia di migliaia di siti web e blog che si occupano di “hacktvism”, cioè siti che danno voce ad individui od a gruppi di persone che sostengono l’una o l’altra delle molte cause legate al mondo dei “diritti digitali”. Un esempio tipico sono i molti siti web che si oppongono alla istituzione in Europa di una legislazione simile a quella americana in fatto di brevetti software. A spanne, si può dire che siano letteralmente milioni le persone coinvolte in questa attività in tutto il mondo.

Il punto è: molti di questi “hacktivist”, dopo aver lottato strenuamente contro l’adozione dei brevetti software, in difesa del software libero, in difesa della libertà del sapere, contro i sistemi DRM e TC, tornano a casa e, senza cogliere nessuna contraddizione in ciò che stanno per fare, votano per Berlusconi, per Fini, per Bush o per Blair (ed in futuro anche per Prodi).

Per quanto possa sembrare incredibile, una percentuale non irrilevante degli hacktivist, davvero non vede nessuna contraddizione nel fatto di mantenere attivo un sito a difesa della libertà di circolazione dell’informazione e, un secondo dopo, votare per della gente che, storicamente, ha sempre fatto tutto quello che era in suo potere per limitare il diritto di espressione degli altri.

Personalmente, credo che sia tempo che questi hacktivist facciano un serio esame di coscienza e decidano da che parte vogliono stare.

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che sul tema dei diritti digitali non è possibile ottenere dei risultati concreti senza un governo sensibile a questi discorsi. Una classe politica che nasce come espressione del mondo imprenditoriale, della finanza e delle strutture di potere dello stato non può essere “convinta” a sostenere le tesi “libertarie” tipiche del mondo hacktivist. Per avere una voce al tavolo delle trattative è necessario avere un governo che sia espressione della “gente” normale, cioè un governo “popolare” e/o “di sinistra”. Per questo credo sia necessario richiamare l’attenzione degli hacktivist su questo punto.

Per favore, se veramente tenete alla liberta ed alla giustizia nel “mondo digitale”, non infliggete a questo fragile ecosistema ancora degli altri anni di governo di destra. Non li potrebbe sopportare.

Vi avevo promesso qualcosa di facile e poco controverso ed eccovi serviti. I link qui sotto sono a vostra disposizione per le reazioni del caso.

PS: Nonostante le bandiere più o meno rosse sotto le quali hanno trovato riparo, Blair e Prodi sono uomini di destra, esattamente come lo era Craxi. Non lasciatevi ingannare.

Comments»

1. Mr WordPress - December 25, 2005

Hi, this is a comment.
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2. La Spina nel Fianco » Political Endorsement - March 17, 2006

[…] Nel primo post di questo blog (giorno di Natale 2005), e quindi in tempi non sospetti, mi sono preso la responsabilità di dichiarare apertamente le mie preferenze politiche e di invitare i lettori di questo blog a votare “a sinistra”. […]


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