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Ritorno alla realtà January 5, 2006

Posted by laspinanelfianco in Politica.
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Come ricorderete, la nascita di Forza Italia, all’inizio degli anni ’90, scatenò un’ondata di polemiche. Da un lato c’era chi sosteneva che un partito nato dalla esperienza nella conduzione aziendale dei suoi fondatori e da un forte orientamento pragmatico alla risoluzione dei problemi avrebbe rappresentato una straordinaria innovazione per il nostro panorama politico. Dall’altro c’era chi sosteneva che difficilmente avrebbero potuto esserci democrazia, rappresentatività politica, partecipazione e radicamento sul territorio in un partito in cui una persona sola, Silvio Berlusconi, pagava, direttamente od indirettamente, gli affitti ed i rimborsi spese. A distanza di quasi 15 anni, sembra che sia ormai possibile tirare le somme e stabilire chi aveva ragione. Per farlo è sufficiente lasciar parlare i protagonisti di quella epica innovazione.

Nel 2000, la Delegata di Collegio di Forza Italia Odette Piola, su proposta della coordinatrice regionale Bertolini, è stata nominata Presidente del “Comitato per la vittoria 2006”. Inutile dire che a quel tempo la Signora Piola doveva essere entusiasta di questa opportunità. A distanza di 5 anni, tuttavia, la situazione sembra essere molto diversa. La Signora Piola è recentemente arrivata alla decisione di autosospendersi da ogni incarico all’interno di Forza Italia. Per spiegare i motivi di questa sua scelta, ha rilasciato una intervista al mensile “La Città” (Pagina 4 del numero di Dicembre, edizione di Ferrara Centro). All’interno di questa intervista, la Signora Piola si lascia andare ad alcune affermazioni decisamente illuminanti.

Perchè si è autosospesa?

… Da Aprile il coordinamento si è riunito una sola volta, mentre si era stabilito di incontrarsi due volte al mese. Non abbiamo nemmeno un coordinatore comunale ma un reggente perchè, ad un anno e mezzo dalle amministrative, non si è ancora risolto lo stallo tra Testi e Pierpaoli.”

Sembra il ritratto di un partito allo sbando.

E il mio non è un caso isolato. A parte l’autospensione del sindaco di Goro, Rino Conventi, quello che io ho manifestato è un sentimento molto diffuso. A Ferrara l’organizzazione non esiste: la sede di Forza Italia è praticamente chiusa, gli iscritti diminuiscono, tanto che il costo della tessera è stato portato da 50 a 20 euro per frenare l’emorraggia. I manifesti per fortuna arrivano da Roma, altrimenti non avremmo nenache quelli. Ma soprattutto non c’è democrazia. Le candidature vengono imposte da pochi intimi invece di essere stabilite dal coordinamento provinciale. E’ successo con Mazzanti, candidato in Provincia, e con Orsatti, candidato in Comune. Se sei una testa pensante vieni messo da parte.”

Pensa che il suo gesto servirà a cambiare le cose?

Non credo. Il partito, anche a livello nazionale, sconta una struttura verticistica. Se non sei in cima alla piramide, i margini di crescita e di azione sono minimi…”

Che dire di tutto questo? Era veramente necessario passare attraverso 15 anni di cupo e deprimente Berlusconismo per rendersi conto dei limiti di quel modello politico ed amministrativo? Era veramente possibile illudersi che un partito che voleva trasferire in politica l’approcio gerarchico e decisionista, tipico della gestione aziendale, potesse improvvisamente dimostrare un profondo rispetto democratico per le idee delle “base”? Ma soprattutto, era veramente possibile pensare che la “base” avrebbe accettato in eterno le imposizioni dei vertici, anche quando si fosse resa conto di essere esclusa dai privilegi che dovrebbero derivare dal fatto di “far parte del giro”?

Sembra che, finalmente, anche alcuni dei più entusiastici sostenitori di quella follia politica stiano rientrando in contatto con la realtà delle cose. Certo, per queste persone l’impatto con la dura realtà quotidiana della politica, fatta di interminabili discussioni, di confronti accesi, di continue ed umilianti questue per racimolare i fondi necessari, sarà piuttosto doloroso. Tuttavia, c’è speranza che questa esperienza li aiuti a crescere. Di questo passo, è possibile che nel giro di alcuni anni anche i più ingenui tra gli italiani si siano resi conto di una banale verità: non basta avere la tessera di Forza Italia per essere dei “VIP”. Come non basta avere una panetteria per essere degli imprenditori.

In politica si deve sostenere la gente che ci rappresenta (cioè chi ci assomiglia, nel bene e nel male) non quella che si ammira. La gente che noi ammiriamo, troppo spesso appartiene ad un altro mondo e difende ben altri interessi dei nostri. La gente che ci somiglia, con qualche chilo di troppo, pochi soldi in tasca e pochi capelli in testa, volente o nolente, difende le nostre stesse posizioni perchè è sulla nostra stessa barca.

Pensateci la prossima volta che vi troverete in mano una scheda elettorale.

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