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Windows Contro Linux January 8, 2006

Posted by laspinanelfianco in Linux.
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A cadenza quasi periodica, torna alla ribalta questo vecchissimo tema: “Linux è migliore di Windows” contro “Windows è migliore di Linux”. Qui di seguito, provo a chiarire qual’è la posizione dei “linuxari” come me, nella speranza di non doverne più discutere in futuro.

Il motivo principale che spinge molta gente, come me, ad usare Linux (o *BSD) invece di Windows (o McOS X) è la volontà (o la necessità) di non sottostare alle scelte tecnologiche, strategiche, politiche e commerciali di Microsoft (o di Apple). In altri termini, si usa Linux al posto di Windows per avere i seguenti vantaggi.

  • Non dover cambiare macchina ogni volta che M$ immette sul mercato una nuova release del suo sistema operativo.
  • Non dover acquistare ed installare un firewall separato ed un antivirus solo perchè M$ non si decide a chiudere la lunga serie di falle di sicurezza che affliggono i suoi programmi e non si decide a dotare il suo ambiente di lavoro di un vero firewall e di un vero antivirus “di serie”.
  • Poter accedere alla impressionante quantità di ottimo software che gira solo sotto Linux (o Unix) e potersi quindi sottrarre alle politiche tecnico-commerciali delle aziende che producono software commerciale per Windows (politiche commerciali che sono spesso molto sgradevoli).
  • Poter usare software di cui sono disponibili i sorgenti (una possibilità che apprezzano quasi solo i professionisti del settore ma che pure esiste)

Contrariarmente a quello che molti credono, le motivazioni che spingono molti utenti ad usare Linux non hanno quindi nulla a che fare con il fatto che sia “migliore”, “più veloce”, “gratuito”, “più veloce” e via dicendo. Si usa Linux essenzialmente perchè è meno soggetto al controllo da parte delle aziende produttrici e quindi non si è costretti a fare i conti con le loro (discutibili) scelte commerciali. In particolare, non sono veri i seguenti miti che riguardano Linux.

Linux è gratis, Windows no. Qualcuno di voi usa forse una copia di Windows legalmente acquistata? Per quanto riguarda il cliente “personal” (cioè la persona che può decidere cosa usare, non chi usa ciò che l’azienda gli passa), qualunque programma è gratis. Quasi nessuno compra software per l’uso personale.

Linux è più (o meno facile) da usare di Windows. Sono due cancheri, tutti e due. Non c’è differenza reale nel numero di bestemmie che un PC riesce a farvi produrre nell’unità di tempo quando qualcosa và male. Grazie a KDE, Linux è meglio organizzato e più razionale, ma resta pur sempre uno Unix. Windows, dal canto suo, resta un Sistema Operativo che si preoccupa molto di più di fornire degli strumenti pubblicitari e commerciali ai partner di M$ che degli strumenti di gestione adatti agli utenti.

Linux è più veloce di Windows e sfrutta meglio l’hardware. Questo è vero ma se volete usare una GUI come KDE o Gnome non potete comunque installare Linux su un 486. Le differenze di richieste hardware sono molto meno ampie di quello che si potrebbe credere.

Il software che gira su Linux è migliore. Cazzate: la stragrande maggioranza dei programmi Open Source degna di nota gira quasi dovunque al giorno d’oggi, anche su Windows ed anche su McOS.

Linux è più sicuro. Più o meno: Linux è dotato di serie di un firewall (ipchains o iptables) e dei relativi strumenti di gestione. I suoi programmi non mettono a disposizione dei virus un interprete di linguaggio Basic come fanno invece i programmi M$. Di conseguenza, di “default” una macchina Linux è meno soggetta ad infezioni virali ed a intrusioni. Tuttavia, Linux è uno Unix: mette a disposizione molti servizi che possono essere sfruttati da malintenzionati per i loro scopi. Per non trovarsi nei guai, è necessario sapere cosa si sta facendo.

Linux non si pianta mai. Questo è vero solo se ci si limita ad usare software molto ben collaudato e quindi molto vecchio (come fa Debian). Per anni KDE e Gnome sono stati una fonte inesauribile di crash, grazie al fatto che erano in fase di intenso sviluppo, mentre il kernel e lo strato di programmi a linea di comando (il “software GNU”) era perfettamente stabile (perchè era già “finito” da anni). La robustezza non è una questione di Linux o di Open Source ma di maturità del prodotto. Il software stabile è semplicemente quello che si è già piantato ed è già stato corretto. C’è moltissima roba perfettamente affidabile anche per Windows e per McOS.

Linux è più avanti. Mmmhhh…. no, decisamente no. Il mondo Linux si è deciso ad implementare una GUI decente (KDE e Gnome) con 10 anni di ritardo sulle richieste del mercato e dei suoi utenti. Il mondo Linux si è deciso a sviluppare una suite di programmi per l’ufficio (OpenOffice) quando i prodotti commerciali erano già diventati da anni lo standard de facto del mercato. In questo momento, il mondo Linux è all’inseguimento di nuove tecnologie immesse sul mercato proprio da M$ come .NET (vedi Mono su Linux), i DRM ed il Trusted Computing.

Linux vi salva dal Trusted Computing e dal DRM. Purtroppo no. Come ho già spiegato in altri post, il Trusted Computing non è una caratteristica di Windows e McOS e non viene eliminato se si eliminano questi Sistemi Operativi. Il Trusted Computing è un servizio offerto dalla piattaforma (Hardware Intel od AMD + Software M$ o Apple) e che viene usato da programmi e servizi creati da fornitori esterni. Se questi fornitori esterni decidono di sfruttare le funzionalità del Trusted Computing, il vostro S.O. deve mettere a disposizione queste funzionalità per poter accedere ai servizi ed ai contenuti che vi interessano. Diversamente voi e Linux restate tagliati fuori. Un discorso assolutamente identico vale per i sistemi DRM.

L’unica cosa che resta vera riguardo a Linux è che questo sistema operativo è più libero e meno soggetto a controlli esterni di Windows, come abbiamo già detto.

La libertà di Linux ha due conseguenze importantissime per l’utente:

  • Si può verificare cose realmente facciano il kernel di Linux (e di altri S.O. Open Source come BSD e OpenDarwin), i programmi GNU a linea di comando ed i programmi GUI che girano sopra di essi, come OpenOffice, KDE e Gnome. Questo vuol dire che non si corre il rischio di avere backdoor e spyware non rilevabili e non eliminabili nel sistema. Questa, per inciso, è la ragione per cui Linux e BSD vengono usati in alcuni ambienti “critici”. Naturalmente, deve essere disponibile qualcuno che sia in grado di sfruttare questa possibilità, esaminando il codice, rilevando eventuali programmi spia e turando eventuali falle, diversamente si è costretti a fidarsi di qualcun’altro e si ricade nella stessa trappola logica che esiste per Windows (“fidati di mamma M$ che sa lei cosa và bene per te…”).
  • Il software Open Source, come Linux, BSD, KDE, GNome, OpenOffice e via dicendo, può essere riutilizzato. Molte importanti applicazioni industriali girano su versioni modificate di programmi LGPL (ad esempio il software di controllo di alcuni telefoni cellulari e certi sistemi PKI, cioè Public Key Infrastructure).

Per questo Linux (e BSD) è così amato dai professionisti.

Per quanto riguarda la libertà va però detta una cosa: le forze del mercato costringeranno Linux a dotarsi di strumenti DRM e di Trusted Computing esattamente come Windows e McOS X. Per Linux esistono già sia i driver per il TPM (Fritz Chip) del Trusted Computing che diversi sistemi di DRM. Questa non è una scelta “cattiva” di Linus Torvalds o di altri, è semplicemente la conseguenza del fatto che senza queste tecnologie Linux non potrebbe accedere ai file multimediali ed a molti servizi che gli utenti ritengono indispensabili (come i server per giocare a Doom, i siti porno, i film su DivX e la musica in formato MP3).

Come nella “vita reale”, anche nell’informatica la libertà può essere garantita solo da una attenta, intensa ed attiva partecipazione dei cittadini alla vita politica ed alla formazione delle decisioni che li riguardano. Non la si può comprare in drogheria e non la si può scaricare dal sito di Debian.

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