jump to navigation

Tecniche di Hactivism 1: Google Bombing January 19, 2006

Posted by laspinanelfianco in Diritti Digitali, Hacktivism, Internet, Politica.
trackback

Con questo articolo inizio una nuova serie dedicata alle tecniche di attivismo socio-politico su Internet (netattivism o hactivism, come vi pare). La prima puntata è dedicata ad una delle tecniche più nuove, più utili e più interessanti: il google bombing , spamdexing o, più esattamente, link bombing o SEO (Search Engine Optimization).

Il Google Bombing consiste nel “bombardare” una certa pagina web con un elevato numero di link provenienti dall’esterno in modo da far credere a Google che questa pagina sia ritenuta “popolare” o persino “autorevole” da molte persone e convincere quindi Google a presentarla tra i primi risultati nelle ricerche che gli utenti effettuano con il suo motore. Ad esempio, se volessimo fare in modo che la pagina principale di No1984 (http://www.no1984.org/) apparisse tra le prime 10 o 20 voci che Google restituisce quando l’utente effettua una ricerca per i termini “Trusted Computing”, dovremmo inserire un link a http://www.no1984.org/ in quanti più possibile siti web esterni, in modo da far capire a Google che No1984 viene ritenuto “autorevole” ed “importante” dai proprietari di quei siti.

Questa tecnica può essere usata anche per ottenere degli effetti ironici o sarcastici. Ad esempio, un Google Bombing molto famoso ha fatto in modo che la ricerca di “miserable failure” (Miserabile fallimento) portasse alla pagina contenente la biografia del presidente George W. Bush. Normalmente, però, viene usata semplicemente per fare in modo che gli utenti interessati ad un certo argomento riescano a trovare una fonte di informazioni autorevole ed equilibrata e non le solite pagine di “comunicazione aziendale” create dalle aziende solo per mascherare un fenomeno sgradito.

Come è facile intuire, infatti, ogni volta che qualcuno tenta di sollevare una questione spinosa su Internet, la roboante risposta delle aziende interessate tende a sommergere ogni altro messaggio. In molti casi, le pagine di “controinformazione” create dagli attivisti vengono seppellite così in basso nelle classifiche dei motori di ricerca da non essere più raggiungibili. Per controbattere questa “censura tecnologica”, molti siti “alternativi” devono mettere in atto delle tecniche di “promozione” delle proprie pagine e per farlo usano le stesse tecniche di Google Bombing usate dalle aziende. Solo spendono meno soldi e lo fanno in maniera più intelligente.

Per funzionare correttamente, un buon Google Bombing deve rispettare alcune regole tecniche:

  1. La pagina “bersaglio” deve contenere le parole significative (keyword) nel tag “title”. In altri termini, se vogliamo che http://www.no1984.org/ diventi visibile quando l’utente cerca “Trusted Computing” e “DRM”, queste parole devono essere presenti nel tag title della main page di http://www.no1984.org/. Il tag title è quello che dà origine al titolo che appare nella barra blu del browser e non ha niente a che fare con ciò che appare dentro la pagina.
  2. La pagina bersaglio deve contenere le keyword anche all’interno del testo. Maggiore è la frequenza con cui appaiono queste parole nel testo, migliore sarà il “voto” (rank) che Google attribuirà alla pagina.
  3. I link che provengono dalle pagine esterne devono essere tutti uguali. Se i link che provengono dall’esterno puntano a pagine diverse dello stesso sito od a sezioni diverse della stessa pagina, non si avrà quell’effetto di “accumulo” che permette alla pagina target di salire nella graduatoria di Google.

Rispettando queste semplici regole si possono ottenere dei buoni risultati anche con soltanto qualche decina di link provenienti da siti esterni. Per completezza, và detto che nel corso degli anni sono state studiate tecniche molto più aggressive per ottenere questo effetto. In genere queste tecniche “militari” dovrebbero essere evitate per una lunga serie di buoni motivi. Le descrivo qui di seguito nella speranza che il fatto di conoscerle eviti a qualche entusiasta di reinventarle senza rendersene conto.

Testo nascosto

Per far aumentare la frequenza delle keyword all’interno della pagina senza disturbare la lettura, è possibile inserire queste parole nella pagina senza mostrarle al lettore. Questo è possibile grazie ad alcuni tag dell’HTML che permettono di nascondere il testo. Alcuni di questi tag sono però “rilevati” dai motori di ricerca ed ignorati.

“Pompaggio” delle frequenze

Si possono usare le stesse parole in modo ripetitivo per far aumentare la loro frequenza all’interno della pagina web target. Tuttavia, alcuni search engine si accorgono di questa freqenza insolitamente elevata ed ignorano la pagina.

Meta Tag

I meta tag sono tag HTML appositamente concepiti per passare ai search engine alcune informazioni sul contenuto della pagina. Potrebbero essere di grande aiuto per aiutare i search engine a catalogare la pagina nel modo corretto ma, dato che sono sistematicamente abusati dai web designer, questi tag vengono ormai ignorati da tutti.

Link nascosti

Per aumentare la “autorevolezza” o la “popolarità” di una pagina web senza dare troppo nell’occhio è possibile inserire dei link nascosti ad essa all’interno di altre pagine di altri siti. Questi link nascosti vengono spesso rilevati ed ignorati dai search engine.

Mirror

Molti search engine attribuiscono un rank migliore se le keyword appaiono nella URL. In altri termini, se l’utente cerca “Trusted Computing”, avranno un rank migliore i siti come http://www.against_trusted_computing.org, in cui la keyword appare nel nome del sito. Per questo motivo cìè che crea un certo numero di siti identici (mirror) il cui nome è però diverso, in modo da aumentare la probabilità che il sito appaia tra le prime voci restituite da Google anche se l’utente cerca parole chiave diverse da quelle attese.

Gateway o Doorway page

Dato che una pagina ottimizzata per i search engine è solitamente quasi illeggibile per un essere umano, c’è chi usa una pagina pensata appositamente per i search engine come “porta d’ingresso” (gateway o doorway) e poi rimanda automaticamente il visitatore alla prima, vera pagina del sito. Spesso queste pagine “civetta” vengono scoperte dai search engine ed ignorate.

Cloacking

C’è chi presenta allo “spider” usato dai search engine per visitare i siti web una pagina diversa da quella che vede l’utente. Molti search engine si cammuffano da utente per evitare l’imbroglio. La tecnica è descritta a questa pagina di Wikipedia: Cloacking.

Code Swapping

C’è chi pubblica una pagina web pensata appositamente per innalzare il ranking sui search engine e poi, una volta ottenuta la posizione, mette al suo posto una pagina diversa. Dato che i search engine passano a visitare il sito solo ogni n settimane od ogni n mesi, questo trucco funziona abbastanza bene.

Link spamming

C’è chi dissemina messaggi che contengono il link alle sue pagine web nei newsgroup e nelle mailing list. C’è chi usa a questo scopo un numero elevato di “blog” creati ad hoc. Sono tutte tecniche per cui il responsabile rischia spesso il linciaggio da parte degli altri Internauti.

Link farm

Le link farm sono “collezioni” di siti web, tutti appartenenti ad uno stesso gruppo di persone, che mettono in atto una strategia comune di linking in modo da far innalzare il ranking di uno o più di questi siti. Questa tecnica di link incrociato e concertato è molto usata dai siti pornografici.

Naturalmente tutte queste tecniche (soprattutto quelle più illegali e più aggressive) sono largamente usate anche dai siti web aziendali e commerciali, per cui è probabile che possiate trovare utili queste informazioni anche per il lavoro, oltre che per l’attivismo. In ogni caso, spero di esservi stato utile.

Comments»

1. webealtro - April 12, 2008

grande post

2. "aluguel temporada" - April 3, 2009

Interessante, sará che funziona il Google bombing??

3. "aluguel temporada" - April 3, 2009

Sará che funziona il bombing??


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: