jump to navigation

Quale distribuzione Linux? January 26, 2006

Posted by laspinanelfianco in Linux.
trackback

Con il diffondersi di Linux tra gli ex-utenti Windows vengo ormai subissato da domande come:

  • Qual’è la distribuzione Linux migliore per un utente che viene da Windows?
  • Qual’è la distribuzione migliore in assoluto?
  • Perchè tutti i ‘guru’ usano la Debian ma consigliano a noi ‘newby’ la Mandriva o la Fedora?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Le distribuzioni di Linux si differenziano tra loro per diversi aspetti importanti:

  • Sistema di installazione della distribuzione (installer)
  • Sistema per il riconoscimento dell’hardware (stampanti, schede video, etc.)
  • Dotazione di driver per i componenti hardware
  • Sistema di installazione dei programmi
  • Strumenti di gestione e di amministrazione del sistema
  • Desktop Manager (KDE o Gnome) e quindi “facilità d’uso”
  • Dotazione di programmi
  • Compatibilità con ciò che fanno i programmatori

Ecco come si comportano le principali distribuzioni da questi punti di vista.

Sistema di installazione della distribuzione

Il sistema di installazione della distribuzione è l’elemento più critico per un nuovo utente perchè è quello che gestisce l’installazione di Linux (quasi sempre a fianco di Windows) sulla macchina. Un sistema di installazione poco “usabile” può portare l’utente a commettere errori irrimediabili, come cancellare completamente la propria partizione Windows e tutto il suo contenuto. Purtroppo, questa procedura non può essere semplificata oltre un certo limite perchè Linux viene quasi sempre installato a fianco di Windows, su una partizione che deve essere creata al momento. La creazione della partizione e l’installazione del bootloader richiedono che l’utente prenda delle decisioni consapevoli e su questo punto l’installer può essere d’aiuto solo fino ad un certo punto.

Il mio personalissimo consiglio è quello di farsi aiutare da qualcuno un po’ più esperto per la prima installazione di Linux. L’installazione, di solito, si fa solo una volta ogni 3 o 4 anni, per cui non ha senso studiarsi un manuale e correre dei rischi solo per questo.

Ad ogni modo, le distribuzioni che creano meno problemi all’utente durante la prima installazione sono le seguenti (elencate in ordine di semplicità di installazione).

  1. SuSe OSS
  2. Mandriva
  3. Fedora

Oltre a queste distro di tipo “mainstream”, ce ne sono alcune un po’ meno note, in alcuni casi di tipo commerciale (“a pagamento”) che sono veramente fantastiche da questo punto di vista. Tra queste distro “speciali”, vi posso segnalare le seguenti.

  • Xandros (Commerciale)
  • Linspire (Commerciale)
  • Simple MEPIS (Gratuita, almeno in alcune versioni)

Come vi avranno sicuramente detto, distribuzioni come Debian dovrebbero essere usate da persone che sanno quello che stanno facendo. Se decidete di installare Debian o, peggio, Gentoo, leggetevi accuratamente la documentazione prima di iniziare.

Sistema per il riconoscimento dell’hardware

Purtroppo, non tutte le distro sono dotate di strumenti adeguati per il riconoscimento dell’hardware. Non poter contare su strumenti adatti per il riconoscimento automatico dei componenti hardware vuol dire che è l’utente (cioè voi) a dover dire al sistema come sono fatti i vari componenti e come deve pilotarli. Questo vuol dire, ad esempio, essere in grado di scegliere il driver giusto (tra le migliaia disponibili) per pilotare la scheda video e la frequenza di refresh giusta per pilotare il monitor.

Come è facile immaginare, i migliori strumenti di riconoscimento dell’hardware sono quelli delle distro che sono, o sono state per anni, distribuzioni commerciali, come le seguenti.

  • Suse
  • Mandriva
  • Fedora

Ma anche:

  • Xandros
  • Linspire

Se non volete studiarvi i manualetti della scheda video e del display, restate fedeli ad una di queste. In alternativa, fatevi supportare da un amico che ne capisce ed installate una Debian od una Ubuntu. Configurare l’hardware non è veramente difficile per chi ha un minimo di pratica.

Dotazione di driver per i componenti hardware

La dotazione di driver segue di pari passo il sistema di riconoscimento dell’hardware. Le distribuzioni commerciali, come Linspire, Xandros e Simple MEPIS possono spesso vantare una dotazione di driver invidiabile. Tuttavia, tutte le maggiori distro del momento, come SuSe OSS, Mandriva, Fedora ma anche Debian, Ubuntu e Gentoo sono in grado di pilotare la stragrande maggioranza dei componenti hardware in commercio. Le principali eccezioni sono gli elementi “custom” usati sui portatili (laptop).

Un modo semplice ed efficace di scoprire se Linux, in genere, è in grado di pilotare l’hardware di vostro interesse è quello di far partire una distro “Live”, come la Knoppix, sul PC di vostro interesse. Se Knoppix vi dice che non riesce a pilotare qualche elemento dell’hardware, è meglio cercare un altro PC.

In ogni caso, rendetevi conto del fatto che usando Linux non ci sono garanzie che il sistema operativo riesca sempre a pilotare ogni elemento hardware che acquistate. A differenza di quello che avviene in ambiente Windows, i driver necessari sono spesso sviluppati (nel tempo libero!) da dei volontari, non da delle multinazionali miliardarie. Può capitare benissimo che non sia disponibile un driver per una certa scheda video od un certo masterizzatore.

Sistema di installazione dei programmi

Installare software su Linux è stato per molto tempo una questione da specialisti. Si doveva scaricare un pacchetto in formato tar.gz (in pratica uno zip), decomprimerlo, compilare i sorgenti che erano al suo interno e risolvere a mano le eventuali dipendenze del software da altri programmi che dovevano essere presenti sul sistema prima della sua installazione. Un vero calvario.

Da almeno 4 o 5 anni non è più così: tutte le distribuzioni hanno il loro sistema di gestione delle installazioni software, di solito basato sul sistema RPM di Red Hat (Fedora) o su quello APT di Debian. I sistemi più avanzati, come APT, Synaptic, YUM e vari altri sono anche in grado di risolvere automaticamente le dipendenze che esistono tra il pacchetto che volete installare ed il software che deve essere già presente sulla macchina per farlo funzionare. In altri termini, questi programmi installano il pacchetto che vi interessa e tutto quello che gli serve per funzionare. Questa funzionalità è veramente preziosa perchè risolvere automaticamente queste dipendenze può essere molto difficile, specialmente se si deve fare i conti con versioni diverse del software o se il software da installare non elenca in modo chiaro i pacchetti da cui dipende. Sistemi come APT, Synaptic, YUM e via dicendo sono anche in grado di gestire in modo sicuro ed intelligente gli upgrade dei singoli programmi e dell’intero sistema. Il mio personale consiglio è quello di restare fedeli ad uno di questi sistemi di installazione del software e quindi ad una delle distribuzioni che lo utilizzano (le solite: SuSe con YAST, Mandriva e Fedora con YUM, Debian e derivate con APT).

Per quanto riguarda il formato dei pacchetti, il mio personale consiglio è di usare una distribuzione in grado di installare i pacchetti DEB di Debian o i pacchetti RPM di Red Hat (Fedora), Mandriva o SuSe. State alla larga da sistemi che usano altri standard perchè rischiate spesso di non trovare il pacchetto nel formato giusto per i software che vi interessano, specialmente i più recenti.

Come sistema di gestione delle installazioni software, i più semplici in assoluto da usare sono i seguenti (In ordine di semplicità decrescente).

  1. YAST (SuSe)
  2. Synaptic o Kynaptic (Debian ma disponibile anche su molte altre distro)
  3. YUM (Fedora, Mandriva ed altre)
  4. RPM manager (Fedora ed altre, tra cui Mandriva)

Anche il mitico APT di Debian, a linea di comando, è semplicissimo da usare, persino per chi la linea di comando di solito la trova proprio insopportabile.

Strumenti di gestione e di amministrazione del sistema

La gestione di un sistema operativo Unix come Linux può essere abbastanza complicata. Linux impone l’uso di una gerarchia di utenti (“root” che può fare qualunque cosa e gli utenti che possono fare… gli utenti). Questa gerarchia deve essere creata e gestita, per cui occorre avere un minimo di competenze tecniche. Inoltre, un sistema Unix richiede un minimo di manutenzione, ad esempio per gestire il firewall integrato e per aggiornare i componenti.

Le distribuzioni di Linux destinate al desktop sono solitamente dotate di un ampio parco di strumenti che permettono di rendere queste “incombenze” tecnico-amministrative umanamente comprensibili anche ad un ex-utente Windows. In realtà, anche molti vecchi “lupi di mare” dell’ambiente Unix sono soliti usare questi strumenti per comodità.

Il mio personale consiglio è che scegliate una distribuzione che dispone di strumenti potenti e ben ingegnerizzati per la gestione del sistema. Diversamente rischiate di trovarvi in difficoltà di fronte a compiti anche abbastanza semplici come la configurazione della connessione ad Internet via ADSL o la configurazione della stampante. Tra le distribuzioni che possono assistervi nel modo migliore da questo punto di vista, posso segnalarvi le seguenti (sempre in ordine decrescente di facilità d’uso).

  1. SuSe
  2. Mandriva
  3. Fedora
  4. Debian e derivate

Infine, non dimenticatevi le distro “commerciali” come Linspire e Xandros, molto valide da questo punto di vista. Una distribuzione (gratuita) particolarmente indovinata da questo punto di vista è ARK Linux, una distro specifica per applicazioni dsktop e basata su Red Hat (Fedora). ARK è dotata di un gradevolissimo “Mission Control” Center.

Tenete presente che sia KDE che Gnome, i due principali ambienti grafici usati su Linux, stanno sviluppando il proprio set di strumenti per la gestione del sistema. Di conseguenza, questo aspetto è destinato a diventare abbstanza secondario, nel giro di un anno o due, a causa dell’arrivo sul mercato di questi strumenti standard disponibili dovunque.

Desktop Manager

Su Linux si può scegliere tra diversi ambienti grafici. I più usati sono KDE e Gnome. Come spesso avviene, esistono sostenitori fanatici dell’uno e dell’altro. Linus Torvalds, il creatore del kernel di Linux, ha recentemente preso una posizione molto chiara a favore di KDE, portando alla luce un diffuso malcontento degli utenti nei confronti di Gnome.

In realtà il problema è piuttosto complesso: Gnome cerca di semplificare il lavoro dell’utente, fino dove è possibile, e si ispira, almeno in parte, all’interfaccia grafica di McOS X, il sistema operativo di Apple. Se provenite da MacIntosh, è probabile che vi troviate bene con Gnome. KDE invece è più simile a Windows ed è spesso più “razionale” come organizzazione. Personalmente preferisco KDE ma credo che sia soltanto una questione di gusti.

In ogni caso, state alla larga dagli altri ambienti grafici di Linux, come XFCE, WindowsMaker e simili. Questo ambienti sono molto più leggeri e veloci di KDE e Gnome ma non forniscono nessuna delle facilitazioni e degli strumenti di supporto di cui ha bisogno un utente alle prime armi.

Dotazione di programmi

Su ogni specifica distribuzione Linux si possono installare solo i programmi “pacchettizzati” per quella distribuzione o resi compatibili con essa da appositi “convertitori”. Di conseguenza, non è la stessa cosa usare Debian o Vector Linux. Le distribuzioni che possono vantare il maggior patrimonio di programmi pronti per l’installazione sono le seguenti.

  • SuSe (circa 13.000 programmi)
  • Debian (si dice circa 17.000 programmi)
  • Fedora (si dice circa 9.000 programmi, forse di più)
  • Mandriva (Si dice dai 9.000 ai 12.000 programmi)

Normalmente, sui CD di installazione sono presenti solo i 3.000 – 7.000 programmi “indispensabili. Gli altri devono essere scaricati da Internet all’occorrenza. Se non disponete ancora di una ADSL, cominciate a pensarci.

Le altre distribuzioni non se la cavano comunque molto peggio. Ubuntu, ad esempio dispone comunque di 7.000 – 8.000 programmi pacchettizzati specificamente per lei. Molte distro “derivate”, inoltre, possono installare (con o senza trucchetti di vario tipo) i package della distro da cui derivano.

Le distribuzioni più specializzate, come VectorLinux, e quelle più marginali, come la vecchia Stampede, dispongono spesso di repository software molto più ristretti di quelli che possono vantare le distribuzioni “mainstream”. Se volete installare e provare il software più nuovo e più interessante, è meglio che rimaniate fedeli alle distribuzioni più diffuse, soprattutto Fedora, Mandriva e SuSe. La distribuzione che in assoluto fornisce la maggiore scelta di software (e crea meno problemi ad installarlo) è certamente Debian (che è anche una delle favorite dagli sviluppatori).

Su questo punto, putroppo, devo consigliarvi di stare alla larga da molte delle distribuzioni più semplici da usare, come Linspire, Simple Mepis e Xandros, che dispongono dei repository software più ristretti (ma comunque oceanici per l’utente medio). Alcune di queste distribuzioni, tuttavia, possono vantare la presenza delle migliori versioni di Wine, l’emulatore di Windows per Linux, e sono quindi le distribuzioni più indicate se dovete comunque continuare ad eseguire programmi Windows sulla vostra macchina.

Compatibilità con ciò che fanno i programmatori

La vera nota dolente di certe distribuzioni riguarda la compatibilità con quello che fanno gli sviluppatori, cioè con il software “caldo e croccante”. Gli sviluppatori solitamente non pacchettizzano il software che scrivono e si limitano a rilasciarlo in formato sorgente, come tar.gz. Installare questi pacchetti è relativamente semplice solo se si cerca di installarli su una macchina molto, molto simile a quella usata per lo sviluppo. Diversamente, ci si può scontrare con una lunga serie di dipendenze software e di sottili differenze di configurazione che devono essere affrontate a mano e che richiedono una certa competenza da parte dell’utente.

Gran parte degli sviluppatori lavora su una delle 3 o 4 maggiori distribuzioni (Fedora, Mandriva, Debian e spesso SuSe) per cui è abbastanza facile installare da sorgenti su queste distro. La distribuzione che crea meno problemi in assoluto, da questo punto di vista, è probabilmente Debian. L’installazione da sorgenti sulle altre distro, anche quelle più diffuse, è spesso fonte di problemi per cui, se possibile, è meglio cercare i pacchetti preconfezionati o aspettare che qualcuno li crei.

In conclusione, credo che si possa rispondere nel seguente modo alle vostre domande.

Q: Qual’è la distribuzione migliore per chi viene da Windows?

A: SuSe OSS, Mandriva, Simple MEPIS o ARK Linux, in questo ordine.

Q: Qual’è al distribuzione migliore in assoluto?

A: Non esiste. Probabilmente le più “belle” sono SuSe OSS, ARK Linux e Kubuntu. Sono molto, molto valide anche Debian e Gentoo ma richiedono una certa competenza per l’uso e l’installazione.

Q: Perchè i guru usano Debian e ci consigliano Mandriva?

A: Perchè vi vogliono bene😉

Q: Qualche consiglio finale?

A: Si. Seguite la massa: i migliori strumenti di gestione, ed i pacchetti software più interessanti, vengono resi disponibili prima e soprattutto per le audience più ampie dalle comunità più grandi di sviluppatori. Non usate distro di nicchia se noi avete motivo di farlo. Non preoccupatevi più di tanto dell’installazione: è una cosa che si fa di rado e per la quale non dovreste farvi scrupoli di chiedere aiuto in giro. Non preoccupatevi della shell (la linea di comando): ormai si usa solo se davvero si vuole farlo. Compratevi e leggetevi un manuale: Linux è molto diverso da Windows e può facilmente mettervi in difficoltà. Per fortuna si tratta solo di concetti nuovi da conoscere. Non c’è nessun problema reale di “pratica” o di “manualità” da acquisire. Leggetevi un manuale in spiaggia od in treno e vedrete che molti problemi si dissolveranno come neve al sole.
Spero di esservi stato d’aiuto.

Comments»

1. funkoolow - January 27, 2006

ciao, bell’articolo! peccato solo per quel “Se decidete di installare Debian o, [b]peggio[/b], Gentoo…”! io ho cominciato da zero proprio con gentoo e ti dirò che ne sono stracontento! Certo all’inizio è stato un pò un macello, ma almeno ho capito molto di più di quanto avrei capito con una mandriva! Secondo me, invece di scoraggiare bisognerebbe incoraggiare di più a tentare strade più ardimentose con linux, altrimenti tanto vale rimanere su MS!

Ciao e cmq continua con i tuoi begli articoli!

2. Neffscape - February 2, 2006

Ottimo articolo davvero… non sono d’accordo con l’osservazione di funkoolow. Io credo che in linea di massima il primo approccio a Linux dovrebbe essere tra i più semplici, anche perchè partire da 0 con gentoo, richiede tanta motivazione e tanta pazienza. Sono convinto che se poi una persona possiede queste caratteristiche non ci impiegherà più di un mese a mollare le comodità del mondo SuSE per “emergersi” nell’universo più profondo di Linux. Imparare è importante, ma deve poter essere il più opzionale possibile. Se windows fosse stato tecnico nessun “uomo della strada” avrebbe mai potuto usarlo e probabilmente oggi il PC non sarebbe diffuso come oggi.
Se si vuole proporre linux ad un vasto audience c’è bisogno di distribuzioni semplici, meglio se gratuite. Ben vengano quindi OpenSuSE, Fedora e Mandriva. Già di base si parte con 3 possibili scelte anzichè una… poi una scelta porta ad un’altra scelta… e ognuno trova poi la distro dove si sente “a casa”.

Nel mio caso questa distro è Kubuntu, ma ci sono arrivato passando da SuSE, provando Mandriva e Fedora, provando Debian, Gentoo e infine Simply MEPIS e Ubuntu. Ecco quindi che il mio percorso mi ha fatto capire fino a che punto ero disposto a “sacrificarmi” gli occhi nella lettura di manuali e howto. Alla fine per quanto veloce e per quanto personalizzabile, dopotutto, un PC è sempre un PC. L’importante è che funzioni… col minimo sforzo possibile

3. DAVIDE RUSSO DIESI - February 24, 2006

Ciao mi chiamo Davide e sono di Torino. Mi sono avvicinato per la prima volta a Linux proprio in questi giorni, stufo di XP che continua a darmi mille probelmi. Ho provato ad installare prima gentoo, e qualcosa è andato stortissimo! Non mi partivo il desktop si fermava al login in modalità scrittura. Poi ho provato kanottix, ma non partiva il cd live e niente. Alla fine da questo numero di Linux pro ho installato Vector linux, che come installazione mi ha fatto divertire ma anche demolire la caveca!(testa in spagnolo)
Pero’ devo dire che finalmente a parte che non mi installava lilo, finalmente il cd di installazione ti aiuta veramente tanto anche chiamandoti fifone o pollo ( in inglese ).
Devo ancora impraticarmi o irmi qualcuno sa quali pacchetti usa vector linux? se rpm o pkg? e come si installano?

4. laspinanelfianco - February 24, 2006

Ciao Davide,
premetto che ho una VectorLinux installata su un vecchio portatile (PII a 300 Mhz, 64 Mb RAM e disco da 5 GB) e ne sono abbastanza soddisfatto.

La VL è derivata da Slackware ed utilizza lo stesso formato dei pacchetti (tar.gz) ma installa questi pacchetti (di preferenza) attraverso un proprio installer proprietario chiamato VASM (lo trovi sul desktop, a fianco di un altro aggeggio simile che serve per configurare la macchina). In alternativa, si può usare slapt-get (un aggeggio simile ad apt-get di Debian).

Trovi tutta la documentazione necessaria sul sito ufficiale di VectorLinux (www.vectorlinux.com) ed una descrizione della distro, con i link agli articoli ed ai siti che ne parlano a DistroWatch (www.distrowatch.com). Se non ricorso male, anche OSNews (www.osnews.com) ha recensito la VL.

Nel mio articolo sconsigliavo vivamente di utilizzare (almeno per i primi mesi) una distro “alternativa” a quelle più diffuse (Mandriva, Fedora, SuSe e poche altre). Credo che capirai il motivo di questo consiglio appena cercherai di installare qualcosa che non fa parte del repository ufficiale di VL.

Buona fortuna

5. Bingel - April 13, 2006

Comprendo che sia installare che utilizzare XFCE sia un tantino più problematico che trovarsi la pappa bell’e pronta con Gnome o Kde e che quindi per un utente alle prime armi una di queste ultime due soluzioni possa essere preferibile.
Bene, questo è corretto.
Però non userei termini come “State alla larga” perché XFCE può essere utilissimo per utenti che hanno a disposizione un sistema datato le cui prestazioni sono spesso penalizzate da sistemi ultrapesanti quali Gnome o Kde. Consente inoltre di risparmiare notevole spazio su disco.
Volevo far notare inoltre che con la prossima versione “Dapper” di Ubuntu sarà facilissimo (stando a quel che si dice e scrutando il lavoro svolto dalla comunità di Ubuntu) installare un Desktop basato su XFCE (il cosidetto Xubuntu-desktop) pertanto non spaventerei troppo quei lettori che per esigenze sia di spazio che di prestazioni potrebbero necessitare proprio di un Desktop un tantino più leggero e quindi di un PC più prestazionale.

Saluti.

6. R34t0 - April 21, 2006

Io sinceramente mi sento di “consigliare” sempre agli amici “noobs” qualcosain piu’ di SuSE o Mandriva….credo che Ubuntu sia la scelta ideale per un neofito che ha voglia di imparare Linux. Io personalmente rimango fedele alla mia Gentoo installata su 4 PC 🙂
Ciao , ottimo Blog
Re4t0

7. Zauker - May 3, 2007

La mia prima ditribuzione era una red hat, provata al lavoro, e subito rimbpiattaza con una suse 9.1… poi ho provato anche slackware, debian, mandriva, di nuovo suse.. e kubuntu…
Diaciamo che sostanzialmente è vero che una Suse,Mandriva o Fedora siano più approcciabili per il largo pubblico ma mi sentirei di consigliare tianquillamente kubuntu/ubuntu ad un neofita.
E’ comunque semplice robusta e compatta… nell’instalazione non l’hai citata in questo articolo ma bastano 6 click ed il gioco è fatto… è più difficile di Yast? non credo. Alla lunga ritengo che una gestione dei pacchetti apt sia di gran lunga da preferire ad una gestione di rpm, come personalmente preferisco KDE a gnome…
Vi segnalo un interessante mappa delle distribuzioni e derivate http://michele.menciassi.name/2007/04/22/quale-distribuzione-linux-scegliere/ è molto interessante come cosa… e… cavolo che prolificare di fork…🙂

8. K7 - December 25, 2007

sbaglio o è stato dato un po poco spazio alla regina delle versioni ubuntu? dati alla mano è la + installata in assoluto!!

e poi chi sa qual’è la versione che ti permette di fare + cose slackware o gentoo?????????
domandone no?…

9. Pino - June 20, 2008

X Davide Russo Diesi, Haraell non ti informava già sul come fare?

10. Melone - October 15, 2008

calve a tutti sono Melone, è ormai un anno ke uso linux ed è stata la svolta della mia vita. Nel mio pc infatti nn esiste + windows, l’ho completamente debellato e non ricordo + cosa siano i virus ecc ecc…😛
all’inizio, come molti credo, ho avuto qualke problemino, ho provato diverse distro (Mandriva, Debian, Mepis….) ma alla fine la mia scelta definitiva (per ora..) è stata per Kubuntu. La scelta della versione secodo me è un fattore di pelle, con Kubuntu è stato amore a prima vista, riesco a fare praticamente tutto, è ben documentata e quindi ne ho fatto un culto. Ci sono n giro centinaia d versioni, bisogna secodo me provarne un pò per capire di keLinux sei🙂
In tutti i casi, LINUX GRAZIE DI ESISTERE!!!!!!!!!!!!
Un saluto a tutti e complimenti per il sito 😉

11. vito - January 20, 2010

Scusate sono solo un mediocre windowsiano che vorrebbe (velleitariamente?) svinvolarsi da zio Bill. Sto provando qualche distro. Kubuntu è di primo impatto quella mi piace, però dicono che l’ideale per un windowsiano sia Ark Linux. Ho provato ad installarla, ma già sui primi passaggi mi dice che ha bisogno di 2 gb di spazio (o ancora di 2 gb di spazio, questo non ho capito). Io di spazio le riservo 25 gb circa, che a me sembrano tanti. Quanto gliene serve in realtà? Qualcuno mi può chiarire questo punto? Forse perchè all’inizio dell’HD c’è una (micro)partizione occupata dal MBR e viene riconosciuta questa come destinazione?


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: