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V-Dragon, Midori ed eTown: CPU, Linux ed Internet per la Cina March 1, 2006

Posted by laspinanelfianco in Diritti Digitali, Hacktivism, Internet, Linux, Politica, Trusted Computing.
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Se rovistate abbastanza a lungo su Internet in cerca di salvezza dal Trusted Computing scoprirete che l’unico produttore di CPU al mondo che ancora non si è imbarcato in un progetto di Trusted Computing di qualche tipo è la Cinese “CultureCom” (aka BLX), reperibile a questa URL:

http://www.culturecom.com.hk/

Fino alla fine degli anni ’90, la CultureCom era soprattutto una gigantesca casa editrice che operava nel settore dei fumetti “alla giapponese”. Gli enormi introiti prodotti dal suo miliardo e spiccioli di lettori le hanno consentito di fare il salto nel settore IC alla fine del millennio scorso.

Visitando il loro sito (ed altri) scoprirete qualcosa di veramente sconcertante: questa azienda è al centro del più grande progetto di informatizzazione che sia mai stato concepito, qualcosa che coinvolgerà circa 1.300.000.000 (un miliardo e trecento milioni) di persone entro 10 o 20 anni. Per questo progetto, voluto e finanziato dal governo (comunista) cinese, la CultureCom sta sviluppando almeno 5 tecnologie degne di nota. Le descrivo qui di seguito a beneficio del lettore italiano poco avezzo all’inglese.

MCGE

MCGE significa “Multilingual Character Generating Engine”, cioè “Motore Multilingua per la Generazione dei Caratteri”. In pratica è un sistema (un “algoritmo” ma anche un dispositivo) che permette di generare tutti i 100.000 ed oltre caratteri pittografici cinesi partendo da un piccolo insieme di tratti e di regole di scrittura. Questo significa che è possibile partire da una piccola base di materiale (circa 1Mb di roba, tra primitive grafiche e motore di composizione MCGE) e generare qualunque carattere concepibile della lingua cinese e delle altre lingue pittografiche (Taiwanese, Koreano, Giapponese, etc.). Per ottenere lo stesso risultato, i nostri PC usano il sistema Unicode che comporta solitamente delle librerie di font di oltre 100 Mb ed una lentezza penosa nella generazione dei caratteri. MCGE è implementato come “microprocessore dedicato” all’interno delle CPU V-Dragon prodotte da CultureCom (vedi oltre), esattamente come avviene abitualmente per la FPU. Questo permette di avere dei PC e dei dispositivi portatili che “parlano” perfettamente cinese, ad una velocità mai vista ed a costi imbattibili. Un esempio di applicazione di questa tecnologia è l’EasyRead di CultureCom.

V-Dragon

V-Dragon è una CPU di tipo SOC (System-On-a-Chip) ad architettura RISC costruita attorno ad un PowerPC IBM. Si tratta di un processore RISC a 32 Bit dotato di un motore MCGE incorporato, di 1Mb di Cache L1, di FPU e di ADC-SAR (Analog-To-Digital Converter di tipo “successive approximation register”) con il quale è possibile pilotare uno schermo touch screen o riconoscere il linguaggio parlato. Può funzionare a velocità comprese tra 400 Mhz e 1.4 Ghz ed in Cina viene ampiamente utilizzato in una varietà di applicazioni che vanno dai terminali POS (Point-of-Sale) ai PC (eTown PC, vedi oltre).

Midori

Midori è una speciale versione di Linux per applicazioni Embedded, sviluppata in origine da Transmeta (l’azienda per cui lavorava Linux Torvalds) per il suo processore Crusoe. In pratica è un Kernel Linux con un compilatore GNU C/C++ ed un insieme fondamentale di librerie, tra cui una versione “leggera” di Xfree86 (o Xorg). Viene usato come sistema operativo in quasi tutti i dispositivi che fanno uso del V-Dragon.

eTown

Per collegare alla rete il suo miliardo e rotti di cittadini, sparsi su una superficie superiore a quella di tutta l’Europa, il governo cinese ha deciso di mettere in piedi una architettura chiamata eTown che è formata dai seguenti elementi.

  1. Una infrastruttura di rete (Internet), in parte basata su cavo ed in parte di tipo wireless.
  2. Un motore di ricerca simile a Google ma adatto alla lingua cinese (e sotto il diretto controllo del governo cinese).
  3. Un sistema di e-government basato su una miriade di siti web “comunitari” legati ai comuni ed alle provincie.
  4. Un sistema di e-commerce simile al nostro (speriamo un po’ meglio…).
  5. Una rete capillare di Internet Cafè (sempre sotto il diretto controllo del governo).
  6. Un apposito PC (o, più esattamente un net-pc) basato su V-Dragon e Midori, da usarsi a casa e nei net-cafè.
  7. Una serie di applicazioni software che potranno essere noleggiate ed usate in rete, con o senza installazione locale (più o meno come uno dei molti progetti di questo tipo che sono apparsi e scomparsi negli ultimi 10 o 15 anni in occidente, ultimo dei quali il Net-Office di M$).
  8. Una apposita struttura di gestione ed assistenza online, simile ai nostri call-center dei provider ma dotati di capacità di teleassistenza (il software dovrebbe risiedere sui loro server, per cui…)

eTown PC

Il componente fondamentale del progetto eTown è un apposito PC a basso costo (intorno ai 200US$) basato su V-Dragon e Midori, dotato di connettività di rete (ADSL o Wi-Fi) e pensato per essere usato a casa o nei net-cafè.

Credo che quanto avete appena letto vi farà riflettere. L’Italia e l’Europa sono in una posizione molto avvantaggiata rispetto alla Cina e tuttavia i progetti di informatizzazione del nostro continente non sono neanche lontanamente paragonabili a questo. Ancora una volta, c’è qualcosa da imparare dai cinesi.

Comments»

1. Roberto - June 14, 2006

Mentre in cina si fanno dei seri progetti finalizzati ad uno scopo ben preciso, in occidente è tutto legato al mercato ed alle politiche commerciali che imbrigliano i progressi tecnologici ed impediscono progetti ampi che non si sposino per costi e tempi con le strategie industriali.


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