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The Truth About Linux March 20, 2006

Posted by laspinanelfianco in Linux.
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Questo articolo conclude la serie che ho dedicato ai “miti” di Linux. Leggendolo dovrebbe diventare chiaro il motivo che mi ha spinto a scrivere questi 5 articoli.

Linux (ed in generale il FLOSS, Free and/or Libre Open Source Software) è “libero”, nel senso che la sua evoluzione tecnica e la sua evoluzione “commerciale” non possono essere condizionate da nessuno. Linux ed il FLOSS non possono essere usati per vincolare e condizionare in alcun modo gli utenti.

Questo è vero. In realtà questa è forse l’unica cosa vera che viene detta di Linux. Di sicuro, questa è di gran lunga la sua caratteristica più importante.

Per capirne l’importanza, seguite questo esempio.

  1. Nel 1990, con la diffusione di massa dei sistemi CAD, l’azienda “Trevigiana Radicchi e Riduttori” (TRR) decide di acquistare il CAD 2D “FantaCAD”. La TRR si trova benissimo con FantaCAD.
  2. Nel 1995, dopo un lungo periodo di crisi, FantaCAD viene venduta a MakeMoneyNow!, che già produce il suo CAD 3D “Balls&Sticks”. Il nuovo proprietario decide di integrare il CAD 2D all’interno del suo modellatore come “drafter” e convince in questo modo tutti i vecchi clienti FantaCAD a passare al suo CAD 3D. La Trevigiana Radicchi e Riduttori, giocoforza, è costretta a passare al 3D (di cui non sa proprio cosa farsene). La TRR cerca di far buon viso a cattivo gioco.
  3. Nel 2000, dopo un ulteriore periodo di crisi, il modello di licenza di Balls&Sticks cambia. Non è più possibile acquistare una licenza a tempo indeterminato del programma per 5000 euro. Bisogna pagare un abbonamento che costa 2000 euro l’anno. Durata minima 3 anni. La TRR comincia ad incazzarsi.
  4. Nel 2005, dopo l’ennesimo periodo di crisi, MakeMoneyNow! chiude e Balls&Stick viene abbandonato. Le licenze a tempo scadono e non c’è più modo di rinnovarle. La Trevigiana Radicchi e Riduttori è costretta ad assoldare una schiera di programmatori che implementano, in fretta e furia e per una barcata di soldi, un convertitore di file dal formato proprietario di Balls&Stick al formato proprietario del nuovo sistema, Sticks&Balls. Una volta convertiti i 50.000 disegni tecnici della TRR, il gioco ricomincia. Questa volta a dettare le regole è l’azienda che produce il nuovo CAD, la “I_hold_your_balls!”. La TRR è semplicemente furiosa.

Quale sia il livello di incazzatura di molte aziende e di molti privati che sono rimasti vittima per un paio di volte di questa trappola tecnologica è facilmente immaginabile. Questo fenomeno si chiama “vendor lock-in” (qualcosa come “blocco del venditore” o “trappola del venditore”). Lo conoscono bene tutti coloro che si sono visti costretti ad acquistare Microsoft Office (Word, Excel, PowerPoint) solo per leggere i documenti dei propri interlocutori. In situazioni come quella appena descritta, si ha veramente l’impressione (del tutto giustificata), di essere nelle mani del venditore.

Il FLOSS, e quindi Linux, liberano l’azienda e l’utente da questa trappola. Nessuno “possiede” o “controlla” questo software. Di conseguenza, nessuno può estorcervi dei soldi con una licenza vessatoria facendo leva sul fatto che passare ad un altro prodotto sarebbe quasi impossibile. Nessuno può costringervi a seguire il suo programma su una linea evolutiva che non condividete. Potete sempre tenervi il vostro vecchio programma e continuare a lavorare perchè le licenze non scadono mai. Di solito, se volete condividere i vostri file con altri, potete dare loro anche il programma che avete usato per crearli, come avviene con OpenOffice. Se volete una versione “custom” del programma, la potete fare (o lo potete commissionare a qualcuno). Se siete programmatori e volete creare una nuova versione del programma, magari perchè quella ufficiale ha preso una strada che non vi convince, lo potete fare. Insomma, il vero padrone di questo software è il suo utente, non una azienda commerciale che potrebbe anche considerare gli utenti solo come vacche da mungere.

Questo è il vero motivo per cui molte aziende e molti privati hanno adottato Linux, *BSD, Mozilla, OpenOffice ed altri programmi FLOSS. Da un punto di vista aziendale e strategico, investire sul FLOSS è “sicuro”.

Per correttezza, va ricordato che questo processo di liberalizzazione del software è completo solo a due condizioni:

  1. Che siano liberi anche i formati dei file (come avviene per il formato “OpenDocument” di OpenOffice), in modo che anche altri programmi lo possano leggere.
  2. Che il software sia anche gratuito. Diversamente non potreste “passare” una copia del vostro programma al vostro collega per permettergli di leggere i vostri file.

La stragrande maggioranza del FLOSS rispetta queste due condizioni, come avviene per OpenOffice, Mozilla e molti altri programmi.

Solo in alcuni casi il FLOSS non è gratuito. Questa situazione, in realtà, era usuale ai tempi degli “Open Systems” Unix (IBM AIX, Sun OS, SGI Irix, Digital Ultrix e via dicendo). A questi tempi (fine anni ’80, fine anni ’90), era normale mettere in vendita il software Unix con due licenze, una per i binari (solo “user”) ed una per i sorgenti (“developer”). Il “pacchetto” era quasi sempre formato da un tar.gz simile a quello di Slackware o di Gentoo. Esistono ancora oggi alcuni, rari programmi che vengono distribuiti in questo modo.

Spero che adesso sia chiaro il vero motivo per cui molta gente, sia a livello privato che a livello aziendale, ha deciso di passare al FLOSS: si tratta di una questione di “possibilità di controllo” sui propri strumenti e sulle proprie scelte aziendali, una questione di “libertà di scelta” che il software proprietario non può plausibilmente garantire (per ovvie ragioni/tentazioni commerciali).

(Quasi) Tutto il resto è un mito.

Comments»

1. Nicola Larosa - March 20, 2006

> Per correttezza, va ricordato che questo processo di
> liberalizzazione del software è completo solo a due
> condizioni:
> …
> 2. Che il software sia anche gratuito. Diversamente
> non potreste “passare” una copia del vostro
> programma al vostro collega per permettergli di
> leggere i vostri file.

Non necessariamente. La GPL garantisce all’utente la possibilità di redistribuzione, sorgente compreso. Ciò non implica che il software sia gratuito.

Chiaramente, non essendoci monopolio di distribuzione da parte del titolare di licenza, il prezzo non potrà essere arbitrariamente alto, altrimenti gli utenti si metteranno d’accordo e ne compreranno una sola copia invece di cinque, o dieci.

D’altro canto, non c’è *obbligo* di redistribuzione per nessuno, per cui se il software viene consegnato a pochi utenti, e questi non redistribuiscono, nessun altro ha titolo a pretendere alcunché. E` il caso di alcune distribuzioni associate all’hardware, come per esempio i router ImageStream.

2. piero - April 11, 2006

Finalmente qualcuno che pensa che linux non sia una partita di pallone per cui fare il tifo. Ho letto con piacere e gusto gli articoli. Saluti, Piero

3. laspinanelfianco - April 11, 2006

Ciao Piero,
… e finalmente qualcuno che non pensa che io sia un traditore della causa Linux solo perchè dico le cose come stanno…😉

Linux è qualcosa di fantastico e di epocale (io non uso niente altro) ma lo è per ragioni molto diverse da quello che si crede normalmente.

Ciao

Alessandro Bottoni

4. piero - April 12, 2006

concordo con l’epocale.
Ma sono curioso di vedere quanti usano linux perché free (nel senso di gratis) e quanti lo usano perché free (nel senso di libero).
Ho una naturale antipatia per le chiese qualunque esse siano. B$ è bravo. Ha fatto fessa l’IBM con un SO operativo, all’epoca non il migliore. Quando l’IBM non credeva nel pc. Prima e/o in contemporanea di Word c’erano programmi come Wordstar 2000 di gran lunga migliori. Lo stesso dicasi di Sprint della Borland. Un wp programmabile e all’epoca con una gestione delle stampanti laser ottimale. Certo è che gli altri gli hanno facilitato la vita un po’ come la sinistra in Italia. E non da oggi.
Ricambio Piero


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