jump to navigation

Uomini di Destra #1: “Uomini con le Palle” April 5, 2006

Posted by laspinanelfianco in Politica.
trackback

Il mondo è una giungla, si sa. Quante volte, ascoltando il telegiornale, ognuno di noi ha pensato che non c'è proprio niente da fare: il caos regna incontrastato e si può solo cercare di adeguarsi e di sopravvivere. D'altra parte, la nostra specie è riuscita ad arrivare fin qui proprio adattandosi ad un ambiente molto complesso ed in continua mutazione.La chiave di volta è quella di riuscire a “passare tra le maglie della rete”, sfruttare le opportunità che via via si presentano e cercare di non preoccuparsi troppo di tutto il resto.

Ragionando in questo modo, è abbastanza inevitabile che si finisca per pensare che, in fondo, nella vita si è da soli ad affrontare i problemi. Non si può contare su gli “altri”. Gli altri pensano per sé stessi. Bisogna fare altrettanto.

Ma da soli non si può andare lontano. Soprattutto, un essere umano non può sopravvivere psicologicamente da solo. Glielo impedisce la sua natura di animale sociale (e “coniugale”). Piano piano ci si convince della necessità di creare alleanze di vario tipo, magari solo temporanee e dettate solo dall'interesse comune per un certo risultato. Lentamente, ci si crea la convinzione che si debba saper lavorare “in squadra”. Per definizione, una “squadra” è un gruppo di persone che condivide un scopo comune, magari solo temporaneo. La squadra è identificata dal senso di appartenenza e dalla lealtà reciproca: chi si ritiene parte della squadra e dimostra la sua lealtà agli altri membri è un membro della squadra, gli altri sono fuori. Coloro che non sono membri della squadra sono il “territorio di caccia”, la “selvaggina” a cui la squadra fa riferimento per procurarsi le proprie risorse “alimentari”, esattamente come facevano i cacciatori del paleolitico. In altri tempi, probabilmente, le “squadre” si sarebbero chiamate “bande”.

Purtroppo, però, anche gli altri fanno così. La “selvaggina” si organizza in “squadre”, mosse da altri interessi e da altri scopi, e comincia a reagire colpo su colpo. In men che non si dica, l'intera popolazione umana si trova a dover impegnare la stragrande maggioranza del proprio tempo e delle proprie risorse nella risoluzione di questi conflitti tra “squadre”. Siamo di fronte a quella che si chiama una “guerra per bande”. Si tratta di una situazione molto difficile perchè non si fa in tempo a costruire qualcosa che qualcuno dei propri avversari la rade al suolo per impedire che la squadra diventi troppo forte. In questa situazione, il miglior equilibrio che è possibile raggiungere è quello in cui ogni “caposquadra” crea un suo “dominio” e lo difende dagli altri. Più o meno la stessa situazione dell'Italia delle Signorie, tra la caduta dell'Impero Romano di Occidente (XI secolo dopo Cristo) e l'Unità d'Italia (1865, dico bene?). A quei tempi i “caposquadra” o “capobanda” si chiamavano “Signori” o “Feudatari” e le loro “squadre” si chiamavano “eserciti”.

Questa frammentazione del potere produce una debolezza estrema. Non appena arriva sulla scena qualcuno meno disorganizzato, queste piccole “signorie” sono destinate a cadere una dopo l'altra, esattamente come è sempre avvenuto in Italia dalla fine dell'Impero Romano di Occidente fino all'Unità. Basti pensare alle lunga sequenza di invasioni barbariche che ha segnato la storia della nostra penisola.

Ma chi sono quelli “meno disorganizzati”? Spesso sono comunità di persone che hanno scelto di imporre (con la forza, magari) all'interno della propria comunità un insieme di regole condivise ed accettate da tutti. In questo modo, queste società hanno “liberato” gran parte delle loro energie e le hanno rese disponibili per attaccare qualcuno all'esterno, cioè i nostri “signorotti”.

Forse adesso qualcuno dei lettori riesce a capire meglio di prima per quale motivo noi della Sinistra italiana siamo così innamorati delle regole e della legalità: non vogliamo passare la maggior parte del nostro tempo in guerre tra poveri oppure architettando complotti di palazzo. Vogliamo liberare le nostre risorse per affrontare la concorrenza internazionale, come quella cinese.

Nei fatti, non vogliamo essere costretti a preoccuparci di controllare il conto della Telecom ogni volta che ci arriva, non vogliamo essere costretti a preoccuparci della sicurezza dei nostri investimenti in obbligazioni Parmalat e Cirio (che sono, appunto, “obbligazioni”: cioè c'è l'obbligo legale di restituire i soldi prestati! Non sono “azioni”, che rappresentrebbero “capitale di rischio”!), non vogliamo essere costretti a preoccuparci della nostra pensione e delle nostre sfighe di salute. Vogliamo che lo Stato si occupi di questo mentre noi ci occupiamo di far crescere economicamente e socialmente lo Stato stesso, inteso come Comunità.

E' molto difficile da capire questo concetto?

Io sono cresciuto in una familia di fascisti (posso dirlo senza offesa per nessuno: mio nonno e suo fratello sono stati tra i fondatori del PNF ed erano amici personali di Italo Balbo e di diversi altri gerarchi). Mi sono sentito dire spesso: “la vita è una giungla, bisogna farsi furbi”, “bisogna fare squadra” e “gli altri non si preoccupano di te, tu non ti preoccupare degli altri”.

Questa è la vera radice culturale della Destra “storica”, quella più radicata profondamente nel modo di essere degli italiani, quella degli individualisti, dei furbetti. Da questa concezione individualistica e competitiva dell'esistenza deriva direttamente la mentalità “imprenditoriale” di molti uomini di Destra, come l'Onorevole Silvio Berlusconi ma anche come il Ministro Lunardi e come molti leghisti. Se la vita è competizione e sfruttamento delle opportunità, allora è “impresa”, è “business”, è “affari”. La competizione, da militare diventa commerciale.

Se la vita è competizione, quali sono i mezzi consentiti per competere?

Lo abbiamo detto prima: secondo queste persone, non ci sono regole nella vita. Si può fare tutto quello che non ti viene impedito di fare. Ecco perchè succede così spesso che gli imprenditori di questo tipo finiscano nei guai con la legge, come appunto è avvenuto per l'Onorevole Berlusconi. Non avendo una visione della vita che, attraverso un insieme di valori “idealistici” e “comunitari”, imponga loro dei limiti, queste persone non riescono a fermarsi finchè non sbattono la faccia nella reazione del loro prossimo. Non si fermano da soli. Si fermano solo perchè qualcun'altro si stanca di sopportarli e li blocca, spesso in modo molto duro. Sono quello che possiamo definire, senza tema di smentite, delle persone arroganti ed aggressive, come è stato ben dimostrato in queste ultime settimane dal Presidente del Consiglio. Probabilmente, loro si considerano semplicemente "Uomini con le Palle".

[Se vi sembro troppo duro nei confronti degli “imprenditori”, pensate a Tanzi, a Cragnotti, a Fiorani, a Ricucci ed ai tanti altri imprenditori che sono finiti nei guai, facendo danni devastanti a migliaia di familie italiane, negli ultimi 5 o 10 anni. Come credete che si siano prodotte queste persone? Frequentando i circoli della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana)?

Ovviamente, ci sono anche degli imprenditori onesti. Io stesso ne ho conociuti molti e non me ne sono certamente dimenticato. Qui però stiamo parlando d'altro. Parleremo di questi imprenditori onesti in un'altra occasione e lo faremo con tutta l'attenzione che meritano.]

Perchè allora stupirsi del fatto che il resto della società voglia difendersi da queste persone arroganti ed aggressive? Si tratta di una semplice e prevedibile operazione di autodifesa: noi non facciamo parte della loro squadra, siamo piuttosto la loro selvaggina. È normale che la selvaggina cerchi di difendersi od almeno di sfuggire.

Sono sicurissimo che voi tutti vorreste fare parte della categoria “cacciatori” ma, onestamente, in questo gioco delle parti siete “cacciatori” o “selvaggina”? Per capirlo, pensate un attimo a come vi tratta la Telecom o come vi tratta la vostra banca. Siete voi ad imporre loro la vostra volontà o sono loro ad imporre a voi la loro? Se il cacciatore vi considera selvaggina e vi punta addosso il suo fucile, voi che fate?

Se reagite "a tono" al cacciatore, siete una selvaggina con le palle o senza le palle?

Comments»

1. Anna - April 5, 2006

1961!

2. Doganello - April 5, 2006

Ciao,
l’articolo mi piace, ma l’impero romano di occidente e’ caduto nel 476 d.c.!!
cinquecento anni non sono pochi, se fosse durato fino al IX secolo avrebbe retto alla spinta di molte invasioni barbariche e la storia dell’Italia sarebbe stata completamente diversa.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: