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1948 April 8, 2006

Posted by laspinanelfianco in Politica.
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Su una cosa l'Onorevole Presidente del Consiglio, nonché Santo, Vergine e Martire, ha ragione: siamo di fronte ad una svolta epocale, come ne 1947 (quando si votò per scegliere tra Repubblica e Monarchia) e nel 1948 (Prime elezioni repubblicane). Mai un paragone è stato più indovinato: da un lato la democrazia e la repubblica, il buon senso, la misura, il rispetto dei cittadini, la pace, la crescita economica rappresentate da un governo democratico e dall'altra la barbarie, la guerra, l'arroganza, il sopruso rappresentato dalla possibile, minacciata monarchia di Re Silvio I, Imperatore di tutte le Televisioni.

Questo lo dobbiamo proprio all'Onorevole Berlusconi ed ai suoi fidi alleati che hanno alimentato questo clima da guerra civile con la loro instancabile opera di alimentazione dell'odio razziale nei confronti di tutti coloro che, come me, non credono (per ottime ragioni) nelle teorie economiche neo-conservatrici e nell'anticomunismo militante del Cavaliere.

Il nostro povero e malandato paese aveva impiegato circa 50 anni per ritrovare un minimo di serenità dopo le violenze, le torture, gli stupri e gli omicidi perpetrati da italiani fascisti, appoggiati da tedeschi nazisti, ai danni di altri italiani inermi tra l'8 Settembre 1943 ed il 25 Aprile 1945; violenze seguite dalle inevitabili (e umanamente comprensibili, anche se condannabili) vendette di questi italiani (non sempre comunisti) ai danni dei fascisti superstiti.Grazie all'instancabile lavoro di Silvio Berlusconi, di Gianfranco Fini, di Calderoli, Bossi ed altri loro amici, questa serenità è ormai un ricordo. Gli scheletri che erano stati sepolti negli armadi delle procure di mezza Italia sono usciti dalla loro tomba e si aggirano per le strade gridando vendetta. Una guerra civile che era rimasta solo sospesa sembra sempre di più sull'orlo di esplodere, alimentata dall'odio che questa destra ha disseminato per il paese.

Chiunque vinca, tra domani e dopodomani, l'Italia avrà comunque perso.

Personalmente, io vado a votare. Voterò per l'Ulivo alla Camera e per i DS al Senato.

Voterò per la Repubblica contro la Monarchia. Voterò per la Civiltà contro la barbarie. Voterò per la Democrazia contro la dittatura. Voterò per la Legalità contro la mafia. Come hanno fatto latri nel 1948.

Voterò anche per dimostrare a questa gente irresponsabile, arrogante, aggressiva, inaffidabile ed incapace che ci ha governato negli ultimi 5 anni che esiste un'altra Italia che con loro non vuole avere niente a che fare. Esiste una Italia di gente che vuole vivere in pace e che vuole lavorare, tutti insieme, per progredire e per garantire un futuro migliore del presente ai propri figli.

Voi che fate?

PS: Mi dispiace molto di non poter dire "Voterò per la Repubblica e la Democrazia, come hanno fatto i miei avi prima di me." Io vengo da una familia solidamente e limpidamente fascista, che ne 1947 ha votato in modo monilitico contro la Repubblica e che a partire dal 1947 ha sempre votato, in modo altrettanto monolitico, contro i Comunisti e tutto ciò che non era fascista. La pensione di cui godono da qualche anno, così come la libertà di insultare i comunisti di cui godono ora, è stata concessa loro da un governo e da un modo di vivere la politica che, se fosse dipeso da loro, non avrebbe mai potuto esistere.

Cosa volete che dicano di voi i vostri figli ed i vostri nipoti?  

Comments»

1. Lutaiataia - April 8, 2006

Io voterò la Rosa nel Pugno alla Camera e L’Italia dei Valori al Senato, anche se sono sempre stato DS…

2. Enzo - April 8, 2006

@ Lutaiataia: senza voler entrare nel merito (ci sono 1000 cose che apprezzo dei radicali e altrettante di Di Pietro!), ma cosa c’è di sbagliato nel votare DS, pensando che, nonostante tutti i difetti, sia importante dare alla coalizione (all’interno della coalizione, intendo!) un’abbondante maggioranza, per evitare di dover continuamente far attenzione a mantenere fragilissimi equilibri?
E’ una domanda sincera (potresti addirittura orientare il mio voto, se riesci a convincermi!): in questa situazione resa acidissima dalla legge elettorale proporzionale, avevo pensato che fosse più importante la stabilità che le sottili (?) differenze…

3. Athos Gualazzi - April 8, 2006

La stabilità la ottieni se rispetti gl’impegni oltreciò se tutti i partiti all’inerno della coalizione fossero paritari non ci sarebbero problemi di equilibrismi ma ci si potrebbe confrontare sulle soluzioni più giuste piuttosto che su quelle che danno più visibilità. Un partito egemone tende ad imporre le proprie mediazioni al punto di rischiare la rottura piuttosto che mediare sulle priorità. Sono sempre convinto che le ultime elezioni le abbiamo perse per mancanza di realizzazioni di obiettivi di sinistra, non facciamo lo stesso errore.

4. Enzo - April 8, 2006

Stai dicendo, Athos, che la caduta del governo non fu dovuta a Bertinotti che si impuntò sulle sue posizioni, ma ai DS che preferirono rischiare la rottura?

5. Marcolino - April 9, 2006

1848 … 1948 un secolo di cambiamenti epocali. Quando si dice: “è stato un 48” ci si riferisce all’anno del diciannovesimo secolo e a quella prima guerra d’indipendenza che fu una vera, piccola prima guerra mondiale qui da noi, con truppe che provenivano da quasi ogni parte d’europa.
Per non parlare della politica italiana, basti infatti pensare allo statuto albertino, al Papa che appoggiò la monarchia sabaudia nella prima parte della guerra.
Peccato non essere nel 2048 almeno ci sarebbe una prosecuzione degli eventi davvero formidabile.

Ma forse non è giunto il momento, non nego che Ilvio stia tentando e in parte c’è pure riuscito di modificare la nostra storia, ma non dimentichiamo che dal 1948 in poi i tentativi di cambiamento, alcuni dei quali persino riusciti, ce ne sono stati tanti.
Penso mentre scrivo al compremesso storico, che fu per l’italia, qualcosa di più di ciò che sta accadendo ora, o l’avvento di Craxi che sdoganò il PSI nenniano fino a farlo arrivare ad una alleanza storica con la Democrazia Cristiana, come sicuramente fu un incredibile cambiamento il voto del 1992 che sancì una fine epocale per certe classi politiche.
Purtroppo, fu proprio quel cambiamento così repentino, che portò in un parlamento sicuramente ancora non pronto, uomini che politici non erano; ma vi ricordate le botte, vere botte, tra uomini di destra e uomini di sinistra nell’emiciclo della Camera dei Deputati, scene sicuramente non edificanti trasmesse dalla televisione di stato?
Personalmente non penso che la minaccia sia Ilvio, ma il sistema che ha permesso di far sì che una persona influente abbia potuto per ben due volte divenire Presidente del Consiglio dei Ministri!
Non che non sia giusto badate, che un uomo qualsiasi anche in Italia non possa aspirare a ciò, ma Ilvio non è un uomo qualunque, ha la possibilità di manipolare l’opinione pubblica e lo fa e questo è male, perché la democrazia non si basa certo sulla manipolazione delle informazioni.

Mandiamolo pure a casa, ma modifichiamo anche il sistema, in modo che chi ha la possibilità di manipolare l’informazione pubblica per i suoi fini, non possa poi fare quella carriera o ci troveremo altri Ilvio come Presidente del Consiglio.

Marco.


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