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TC, Virus, OGM e Tecnologie Neutrali May 16, 2006

Posted by laspinanelfianco in Trusted Computing.
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Riporto qui di seguito la risposta che ho fornito privatamente ad un lettore di Punto Informatico che si dichiarava infastidito del fatto che io avessi paragonato il Trusted Computing agli OGM nell’ultimo mio articolo di Untrusted.

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Quando ho rapportato il Trusted Computing agli OGM sapevo che avrei
suscitato un vespaio. In un’altra occasione lo avevo già raffrontato
all’influenza aviaria ed era successa la stessa cosa. In entrambi i casi
si sono sommate due diverse tipologie di contestazioni: una che riguarda
il TC ed una che riguarda la tecnologia usata come confronto, cioè i
virus influenzali o gli OGM. Vediamo di chiarire questi punti separatamente.

— Il Trusted Computing come virus

Il TC ha una caratteristica particolare: se si diffonde sul mercato
dell’hardware dotato di questa tecnologia, le aziende che producono
software e contenuti possono usarlo come piattaforma per diffondere
prodotti protetti da questa tecnologia. La presenza di questi prodotti
obbliga (o quantomeno induce) altri utenti a dotarsi di hardware dotato
di tecnologia TC. In altri termini, il Trusted Computing è una
tecnologia in grado di aumentare la propria diffusione in modo autonomo.
In pratica, produce un “contagio” ed una “riproduzione” molto simili a
quelli prodotto da un essere vivente, come un virus. Da qui il confronto
che ha suscitato tanto scalpore.

Per fermare la diffusione del TC è necessario “isolare” il TC stesso
negli ambienti dove si è già diffuso (ad esempio le applicazioni
bancarie e militari) ed evitare che “contagi” altri ambienti (ad esempio
il settore dell’e-commerce). Questa si chiama “profilassi” ed è
esattamente la stessa cosa che si è fatta nel caso dell’influenza aviaria.

Potrei continuare ma credo che ci siamo già capiti. Se poi qualcuno
vuole sostenere che ho paragonato il Trusted Computing alla peste del
XXI secolo, si accomodi. Non ho del Trusted Computing una opinione molto
migliore di quella che ho del virus dell’HIV o dell’influenza aviaria e
non ho problemi a dirlo. Questa però è una opinione del tutto personale.

— Il Trusted Computing è davvero equivalente agli OGM?

Prima di rispondere a questa domanda, cerchiamo di capire che cosa
c’entrano gli OGM con i virus, che abbiamo già paragonato al TC. La
risposta verrà da sola.

Gli OGM sono qualcosa di molto diverso da un virus e funzionano in modo
altrettanto diverso. Prendiamo il caso “standard” del grano OGM (cioè
quello che mangiamo abitualmente dagli anni ’70) e vediamo come
funziona. Il contadino A pianta il suo grano OGM nell’appezzamento A1
che gli appartiene, lo innaffia e lo porta a maturazione. Il contadino B
pianta il suo grano tradizionale nell’appezzamento B1, che si trova a n
km di distanza da A1, lo innaffia e lo porta a maturazione. Come
probabilmente saprete, il grano che viene macinato è il frutto (secco)
della pianta. Per ottenerlo, il grano deve produrre dei fiori e questi
fiori devono essere impollinati (dal vento o dagli insetti, poco importa).

Il vento, dispettoso, trascina il polline del grano OGM in direzione del
grano tradizionale e dà origine ad una impollinazione. Funziona proprio
così, non sto scherzando. Non c’è bisogno di cicogne, di cavoli, o di
cene romantiche per ottenere l’incrocio genetico delle due varietà.
Basta il vento. Di conseguenza, il grano tradizionale del contadino B
darà origine a frutti (chicchi di grano) che saranno in parte dotati del
patrimonio genetico proveniente dal grano OGM del contadino A. Come
potete vedere, non si tratta affatto dello stesso fenomeno di “contagio”
che caratterizza la diffusione di un virus, tanto è vero che la legge
italiana lo chiama “contaminazione” (genetica).

Naturalmente, questo grano “contaminato” è del tutto irrilevante perchè
non viene a sua volta ripiantato. Quale contadino si sognerbbe mai di
fare una cazzata del genere per risparmiare qualche migliaia di euro di
sementi? E poi, naturalmente, il grano che cade dalle mietitrici durante
la mietitura viene raccolto grano per grano da apposite schiere di
lavoratori pagati profumatamente per questo scopo, in modo da evitare
che la contaminazione si diffonda nell’ambiente e si consolidi. Così non
potrà mai succedere, ad esempio, che dopo qualche anno una delle
coltivazioni pilota delle aziende di selezione venga malaugratamente
impollinata da grano “rinselvatichito” contenente i geni OGM del grano A1.

Ci troviamo chiaramente di fronte ad un fenomeno del tutto diverso da
quello del contagio virale, tanto è vero che la legge consiglia
l’innovativo approcio dell’isolamento del grano “contaminato” per
limitare la diffusione. Tutt’altra cosa dell’isolamento usato in caso di
epidemie virali. Persino la parola è diversa!

E poi, in fondo, cosa potrebbe mai fare di male il patrimonio genetico
del grano OGM? In fondo, non viene mica a mescolarsi con il nostro
patrimonio genetico. Si limita solo a modificare alla radice la natura
stessa (la “composizione”) di ciò che mangiamo (e che usiamo in molti
altri modi). Cosa volete che sia?

OGM e Virus sono molto più simili, come modalità di diffusione e come
pericolosità, di quanto comunemente si creda. Per questo è legittimo
paragonare il TC agli OGM, come lo è stato paragonare il TC ai virus
dell’inflenza aviaria. Qualunque cosa che sia in grado di riprodursi e
diffondersi presenta queste caratteristiche. E questi rischi.

— Ma gli OGM sono davvero così malvagi?

Ora, a parte il facile sarcasmo, è importante far notare che l’idea di
modificare il patrimonio genetico delle piante e, peggio ancora, degli
animali è molto pericolosa. Il pericolo è dovuto al fatto che piante ed
animali non sono materiali inerti, come potrebbe essere un polimero
industriale. Piante ed animali sono esseri viventi che “evolvono”, cioè
“cambiano”, anche in maniera drammatica e sempre in maniera causuale ed
incontrollabile, da una generazione all’altra.

Di conseguenza, è facile dire cosa fa il gene T41 infilato dentro il
grano di tipo MK567 OGGI ma è praticamente impossibile sapere come sarà
evoluto quel grano tra 50 anni. Quel gene T41, modificato in chissà
quale modo o combinato con chissà cos’altro, potrebbe giocarci un
bruttissimo scherzo.

Se avete visto Jurassic Park I, sapete bene di cosa sto parlando. Per
quanto possa sembrare folle, la letteratura scientifica è piena di cose
che in teoria non dovrebbero essere possibili. Ci sono gamberetti che
vivono sulle dorsali oceaniche in punti dove la pressione dell’acqua è
di centinaia o persino migliaia di atmosfere e la temperatura è prossima
ai 300 gradi celsius (trecento gradi. L’olio del motore della vostra
auto non arriva ad una temperatura media di 200). Ci sono animali che
cambiano sesso in base alla temperatura ambientale od alla
concentrazione relativa di maschi e di femmine.

Davvero è una idea intelligente pensare che sia possibile scommettere il
nostro futuro, e quello dei nostri figli, sulla nostra capacita di
controllare qualcosa, la vita, che è caratterizzata proprio dal fatto di
essere incontrollabile? Davvero si può scommettere sulla possibilità di
controllare qualcosa che è per sua natura mutevole ed imprevedibile?

— La neutralità della tecnologia
In conclusione, fatemi dire quello che cosa penso della vecchia
questione della neutralità della tecnologia.

Provengo da una familia di costruttori di armi leggere, armi usate per
la caccia e per la difesa personale. Sono io stesso un ottimo “utente”
di queste tecnologie sono stato un discreto tecnologo delle stesse. Sin
da bambino sento ripetere: “Non sono le armi ad uccidere ma le persone
che le impugnano”.

Verissimo.

Adesso mettiamoci intorno ad un tavolo e troviamo una applicazione
“civile” (non militare) o “utile” (non distruttiva) delle mine antiuomo
o anticarro. Finito questo facile compito, facciamo la stessa cosa con
un’arma chimica come il fosgene o con un’arma biologica come l’antrace.

Quando avremo finito con questi compiti, forse avremo capito perchè
tutte queste tecnologie si chiamano “armi”, non “strumenti”, e non
possono essere acquistate dal droghiere. Forse avremo anche capito che
se si trattasse di tecnologie neutrali, non ci sarebbe bisogno di un
permesso speciale per maneggiarle. Forse avremo anche capito che la
neutralità della tecnologia è una utopia: le tecnologie prodotte
dall’uomo rispecchiano l’uomo. Lo fanno quando l’uomo pensa in modo
positivo, ed inventa la penicillina, e lo fanno quando l’uomo si lascia
andare ai suoi istinti peggiori, ed inventa il gas nervino. Come è
possibile condannare moralmente una persona per le azioni che compie, è
possibile condannare moralmente le tecnologie che produce. Non c’è
niente di illogico o di scandaloso in tutto questo.

Come il software, anche le altre tecnologie umane sono “pensiero
cristallizzato”. Ed il pensiero non è sempre “buono”.

Se poi volessimo parlare di “side effects” della tecnologia sulla
società, sulla economia, sugli equilibri di potere e via dicendo, si
potrebbero scrivere interi libri su questi argomenti. Ma lo ha già fatto
Neil Postman per tutti noi. Vi consiglio di leggere qualche sua opera a
queste URL:

http://www.neilpostman.org/
http://www.bigbrother.net/~mugwump/Postman/
http://www.preservenet.com/theory/Postman.html
http://www.ibiblio.org/cmc/mag/1995/mar/hyper/npcontexts_119.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Neil_Postman
http://www.eff.org/Net_culture/Criticisms/informing_ourselves_to_death.paper

Comments»

1. laspinanelfianco - May 17, 2006

“Come
probabilmente saprete, il grano che viene macinato è il frutto (secco)
della pianta.”

Ehmm… Si tratta ovviamente del SEME (essicato) della pianta, non del frutto. Devo smetterla di rispondere alla posta mentre parlo al telefono….

Alessandro Bottoni

2. Enzo - May 17, 2006

Va bene cercare di tenere sotto controllo i rischi di nuove metodologia, ma stiamo attenti a non demonizzare tutto. Del resto la modificazione genetica delle piante a scopi alimentari è vecchia quanto la nascita dell’agricoltura e la fine del nomadismo. Secondo te la natura avrebbe “sfornato” una pianta come il grano, che tiene i suoi semi stretti stretti attaccati al fusto principale della pianta? Così stretti che il contadino può aumentare la densità di piante nel suo terreno ed essere facilitato poi durante la raccolta? O avrebbe lasciato che questi semi si aprissero a rosa attorno al fusto principale per aumentare la possibilità che il tuo “vento dispettoso” sfrondasse i semi e diffondesse la pianta stessa? Le piante di grano erano molto diverse, millenni fa, da quelle che vediamo oggi, le quali sono il risultato di una precisa selezione ARTIFICIALE e INNATURALE (?) da parte dell’uomo.

Permettimi poi di farti notare che il paragone delle tecniche di modificazione genetica con quelle belliche è un tantino fazioso: perchè non hai concluso il climax mina-antiuomo/fosgene/antrace con gli OGM? Forse perchè qualche beneficio, questi ultimi, potrebbero averlo? Questi due articoli (un po’ vecchi, è vero, ma sono quelli che ho più a portata di mano…):

http://moby.mib.infn.it/~vmiccio/zahir/aleph.php?ur=zns&z=ogm

http://moby.mib.infn.it/~vmiccio/zahir/aleph.php?ur=zns&z=pat

rendono bene quel che ho in mente quando dico queste cose.

Il punto pericoloso delle critiche agli OGM, secondo me, è proprio quello di concentrarsi troppo sui (presunti) pericoli biologici e non sottolineare invece i pericoli politico-economici derivanti da un’uso troppo “occidentale/nord-mondista” e poco “democratico” delle conoscenze e delle possibilità che le tecniche di modificazione genetica offrono. Questo attegiamento diffuso porta infatti ad una tendenziale insofferenza per le critiche da eccesso di zelo nel mitico “principio di precauzione” (seguendo il quale dovremmo essere terrorizzati ogni giorno dalla concreta possibilità che degli ufo arrivino a distruggere la nostra amata(?) terra…) che può generare una sottovalutazione del problema nel suo complesso…

E, per concludere col facile sarcasmo di cui dicevi, ricordiamoci che si stava meglio quando si stava peggio…
🙂

3. Untrusted Mirror » TC, Virus, OGM e Tecnologie Neutrali - May 17, 2006

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