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Monsignor Bagnasco, l’Etica e la Religione April 5, 2007

Posted by laspinanelfianco in Religione.
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Il recente intervento del nuovo presidente della CEI, Monsignor Bagnasco sui DICO, ci fornisce l’occasione per una analisi dei metodi usati dalla Chiesa Cattolica per stabilire quali siano i criteri etici che, secondo la Dottrina Cattolica, ogni Buon Cristiano deve rispettare (non importa come egli la pensi, personalmente, sullo specifico argomento).

L’intervento di Monsignor Bagnasco

Cominciamo dai nudi fatti. Sua Eminenza Monsignor Angelo Bagnasco, il nuovo presidente della CEI, ha colto l’occasione del suo discorso di insediamento (Città del Vaticano, 30 Marzo 2007) per fare le seguenti affermazioni:

«Quando si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio per valutare il bene e il male – spiega Bagnasco – Quando il criterio dominante è l’opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia – che possono diventare antidemocratiche o violente – allora è difficile dire dei “no”».

Ed ancora:

«Perché dire di no all’incesto, come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene?. Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali».

(Da Corriere della Sera del 31 Marzo 2007. Vedi anche Repubblica.it)

Insomma, secondo Monsignor Bagnasco non ci può essere etica senza Dio.

Potete leggere la versione integrale, e senza commenti, dell’intervento di Monsignor Bagnasco sul sito “Passi nel Deserto”. Nel caso non trovaste la pagina, contattatemi. Ne conservo una copia sul disco per ogni evenienza.

Prima di proseguire, devo far rilevare che probabilmente Monsignor Bagnasco si è sbagliato sull’identità di questa coppia di fratelli. L’unica coppia di fratelli che stia vivendo un rapporto incestuoso, e che sia assunta all’onore delle cronache, è quella formata da Patrick e Susan Stübing, che vivono a Leipzig (Lipsia), in Germania. Ne ha parlato, ad esempio, L’independent del 26 Febbraio 2007. Non si ha notizia (dai giornali e dagli organi di stampa) di casi simili in Inghilterra.

Il concetto di Etica (Morale) nelle civiltà Occidentali odierne

Se provate a leggere la voce “Etica” di Wikipedia, troverete una definzione come questa:

“L’etica (il termine deriva dal greco έθος, ossia “condotta“, “carattere“, “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti di ciò che viene vissuto come buono, giusto o moralmente corretto, in contrapposizione a ciò che è male, o è sbagliato. Si può anche definire l’etica come la ricerca di una gestione adeguata della libertà.”

In realtà, è piuttosto ovvio che l’etica è qualcosa di molto più semplice e di molto più concreto, almeno per noi, che viviamo in Occidente nel XXI secolo. In particolare, l’Etica è quella branca della filosofia e della tecnica giuridica che cerca di stabilire cosa sia lecito fare nella vita senza arrecare un danno, più o meno rilevante, ad altre persone (o ad altri esseri viventi).

Dovrebbe essere piuttosto ovvio, infatti, che se non viene arrecato danno a nessuno, in nessun modo, l’etica non può essere tirata in ballo. Per esempio: su quale base logica si può proibire ad una persona di lanciare un sasso in mare? Cosa cambia, a causa di questo gesto, per uno qualunque degli individui che compongono il genere umano o per uno qualunque degli esseri viventi che popolano questo pianeta? Cosa c’entra l’etica con questo gesto?

In modo più sottile, l’etica cerca di stabilire cosa sia legittimo fare arrecando un danno socialmente accettabile ad uno qualunque degli altri esseri umani o esseri viventi del pianeta. “Socialmente accettabile” può voler dire varie cose, da “il minore possibile” a “inevitabile” a “sopportabile” a “compatibile con i vantaggi sociali che ne derivano” e via dicendo.

Questo sottile (e pericoloso) distinguo si rende necessario, in particolare, per consentire all’Uomo di nutrirsi. Se si stabilisse il principio che non è mai accettabile fare danno a nessuno, animali e piante compresi, saremmo tutti condannati alla morte per fame (insieme a qualunque altro animale del pianeta). In un certo senso, il “male” è intrinseco alla nostra natura di animali onnivori, come lo è per molte altre specie viventi.

In modo più pratico, questo distinguo si rende necessario anche per consentire il normale svolgimento delle attività economiche nelle quali, per definizione, c’è sempre qualcuno che, in una certa misura, “perde” qualcosa. In particolare, se qualcuno deve potersi appropriare di un “valore aggiunto”, come è previsto dal sistema capitalista, ci deve esser qualcuno che viene privato di un corrispondente “valore tolto”. Le attività economiche e commerciali vengono ritenute accettabili perchè, nel complesso, ogni individuo tende istintivamente a raggiungere un equilibrio negli scambi con gli altri.

In tutti casi, l’etica normativa poggia su due pilastri: la definizione di una serie di diritti che viene riconosciuta ad ogni individuo (o ad ogni essere vivente) ed una serie di regole che stabiliscono come trattare con le altre persone, e/o gli altri esseri viventi, direttamente od indirettamente, rispettando questi diritti.

Di conseguenza, per parlare di etica, devono esistere due o più persone ed una transazione, diretta od indiretta, tra queste persone. Più in dettaglio, si deve trattare di una transazione che comporti il trasferimento di qualche forma di potere (libertà personale, soldi, potere decisionale, etc.).

Se ci troviamo di fronte ad una sola persona, come nel caso della masturbazione, è veramente difficile parlare di etica, a meno di non sostenere che una persona non ha il diritto di agire liberamente sul proprio corpo nella misura in cui non coinvolge direttamente o indirettamente gli altri. Questa ultima parte della frase è importante perchè spiega per quale motivo il consumo di droga non sia normalmente considerato accettabile: crea problemi (molto seri) alle persone che vivono attorno all’individuo che si droga ed alla intera società in cui egli vive. Nello stesso modo, questo “cavillo” spiega per quale motivo il suicidio non sia considerato accettabile: sottrae la persona all’affetto dei suoi cari.

Se ci troviamo di fronte a più persone, e non c’è trasferimento di poteri, è altrettanto difficile tirare in ballo l’etica. Questo è il caso, ad esempio, di una semplice conversazione o di uno scambio di indirizzi.

Di conseguenza, nessuna società contemporanea è disposta a prendere seriamente in considerazione una ipotesi di “crimine” dove non sia prevista la figura della “vittima”. Come si dice in tribunale, senza morto non c’è delitto.

Gli aspetti tecnici dell’Incesto tra fratelli

Nel caso dell’incesto denunciato da Monsignor Bagnasco ci troviamo di fronte a questa situazione:

  1. Due persone, adulte, in possesso delle loro facoltà mentali, senza obbligo alcuno, decidono di fare sesso e vivere insieme. Non c’è nessun trasferimento di potere. Nessuno dei due viene “danneggiato” in alcun modo (anzi: sarebbe danneggiato se gli venisse impedito di fare questo).

  2. Da queste due persone nascono alcuni figli, del tutto normali. La consaguineità dei genitori non ha, evidentemente, avuto alcun effetto sulla prole (in questo come in qualunque altro caso, per inciso).

  3. Questi figli vengono cresciuti amorevolmente quanto i figli di quasi tutte le altre coppie esistenti. Certamente, questi figli vengono cresciuti molto meglio dei figli di non poche coppie che, per loro sfortuna, non sono state baciate dal dono dell’equilibrio.

  4. Nessuno viene tradito o danneggiato da queste persone.

Qual’è dunque la “vittima” di questo “crimine”?

In questo specifico caso (scelto da Monsignor Bagnasco per il suo esempio), non c’è il “morto”. Tuttavia, sempre secondo Monsignor Bagnasco c’è ugualmente il “delitto”. Come mai?

Il Dio vittima

L’unica vittima ipotizzabile di questo “reato” è ovviamente Dio. Più in dettaglio, la vittima di questo reato è un Dio che non vede rispettata una sua legge, una legge che peraltro non ha altro fondamento logico che la sua personale volontà. Il reato ipotizzabile può essere quindi la violazione di una legge divina o, indirettamente, il reato di lesa maestà. In ogni caso, non c’è proprio nessun’altro che possa agire da vittima in questa scena, a parte Dio.

L’Etica Religiosa

In questo consiste appunto il peccato secondo tutte le religioni del mondo: la violazione di una regola divina (il volere di un Dio) e, di conseguenza, lo sfregio messo in atto nei confronti del Dio stesso. Si tratta, sostanzialmente, di un reato di insubordinazione: la volontà dell’individuo viene anteposta a quella del Dio.

Di conseguenza, in questo consiste l’etica religiosa (o “morale”): un meccanismo attraverso il quale si stabilisce cosa sia legittimo fare senza arrecare offesa al Dio. L’Uomo, in questo discorso, entra solo se, quanto e quando il Dio decide che debba essere tenuto in conto.

Società autoritaria

Questo meccanismo implica inevitabilmente che si accetti una struttura della società che non è più basata sui diritti individuali ma è invece basata sull’autorità. Se alcune cose non si possono fare (o si devono fare) solo per rispetto dell’autorità di un Dio, coloro che si trovano, per un motivo o per l’altro, tra noi ed il Dio dovranno essere ugualmente rispettate. Nello stesso modo, dovranno essere rispettate le persone che vengono da essi delegate a svolgere un compito qualunque. In altri termini, se si riconosce l’autorità (cioè il potere) di un solo ente (umano o soprannaturale), allora si dovrà sopportare il peso dell’intera gerarchia che a quell’ente farà riferimento. All’interno di questa gerarchia, il solo principio valido nel regolare l’interazione tra le parti sarà la posizione nella scala gerarchica. Questa si chiama “società autoritaria”. È la stessa struttura che hanno abitualmente gli eserciti e gli stati dittatoriali. Non a caso, la Chiesa non si descrive certo come una democrazia.

Il problema delle Realtà e quello della Pertinenza

A questo punto, si pongono due problemi: questo Dio permaloso esiste veramente? E, ammesso che esista, a noi ce ne deve fregare qualcosa?

Alla prima domanda, dà una risposta chiarissima la Chiesa Cattolica dicendo, in svariati documenti ed in ogni occasione, che non si può pretendere una dimostrazione dell’esistenza di Dio. Anzi: è il Fedele che deve dare dimostrazione di credere nella esistenza di Dio. In altri termini, la Chiesa Cattolica ammette candidamente di non essere in grado di dimostrare l’esistenza di questo Dio di cui noi ci dovremmo preoccupare.

Anche la risposta alla seconda domanda viene data direttamente dalla Chiesa, in mille occasioni ed in mille testi diversi: se non si rispettano queste regole divine, si verrà puniti dal Dio in persona per questo affronto. In altri termini, dovremmo preoccuparci di questo Dio (di cui nessuno può dimostrare l’esistenza) perchè diversamente questo Dio si arrabbia e ci punisce.

Che succede se un certo individuo decide che questo Dio non esiste e decide, di conseguenza, di fregarsene delle sue regole?

Succede che la Chiesa, nella sua istanza corporea e secolare, si prende la briga di punirlo al posto di Dio. Si può andare dalla scomunica (ancora possibile) alla pena di morte per impiccagione (abolita solo nel 1969 dallo Stato del Vaticano) o al rogo (praticato dalla Chiesa Cattolica per alcuni secoli, tra il 1200 ed il 1500).

In altri termini, che il Dio esista o meno, e che decida o meno di far valere le sue ragioni in prima persona, è irrilevante: ciò che conta è la posizione dei suoi seguaci terreni (la Chiesa Cattolica).

Conclusioni

Se si accetta la posizione di Monsignor Bagnasco su questo punto (L’incesto tra fratelli) si accetta, implicitamente, di far valere una legge dello stato esclusivamente per non offendere il Dio in cui crede una parte della popolazione, senza minimamente preoccuparsi della realtà dei fatti e senza minimamente preoccuparsi di cosa pensi l’altra parte della popolazione. Non vi è infatti nessun’altra ragione a cui appellarsi per imporre questa regola.

Ovviamente, se l’autorità (il potere) di questo Dio viene riconosciuta in questo caso, dovrà esserlo anche in seguito, non importa cosa questo Dio prescriva.

Se in futuro, questo Dio, per bocca dei suoi rappresentanti in Terra, dovesse decidere che è suo desiderio mandare delle truppe in Terra Santa a riprendere qualche reliquia, sarà necessario farlo, non importa quali possano essere le conseguenze.

In una società dotata di armi atomiche, lasciar decidere cosa sia “bene” e cosa sia “male” ad un ente autoritario ed imperscrutabile, che parla solo attraverso dei rappresentanti terreni che, per loro stessa ammissione non sono nemmeno in grado di dimostrare la sua esistenza, non è certo una idea saggia.

Personalmente, mi sentirei molto più sicuro in un mondo dove sono “l’opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia” a dover decidere dell’etica, anche se queste entità, a volte, “possono diventare antidemocratiche o violente”. Credo anche che sia falso e strumentale sostenere che “Quando si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio per valutare il bene e il male.” Anzi: credo che sia possibile avere un criterio razionale per valutare il bene e il male solo se prima ci si libera da questi vincoli irrazionali (religiosi).

In questa convinzione sono in buona compagnia:

”Non solo non è vero che senza Dio non può darsi l’etica ma anzi è solo mettendo da parte Dio che si può veramente avere una vita morale.”

Eugenio Lecaldano in

Un’etica senza Dio

Editori Laterza, 2006

ISBN 88-420-8000-4

12 Euro a Marzo 2007

Cedere il controllo dell’etica è come cedere il controllo dell’intero sistema. Se si è così imprudenti da fare una scelta così tragica, può succedere qualunque cosa, dalle crociate ai roghi delle streghe, alle guerre in medio-oriente alla ricerca di inesistenti armi di distruzione di massa.

Nonostante questo, circa 18 milioni di italiani e circa 1 miliardo di fedeli nel mondo colgono ogni occasione per sostenere fervidamente la loro fede in questo Dio, per sostenere l’operato della Chiesa Cattolica e per votare per i partiti che più si avvicinano a queste posizioni.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

 

 

Comments»

1. laspinanelfianco - April 9, 2007

Questa sera ho ricevuto il seguente messaggio da qualcuno che non ha ritenuto opportuno pubblicarlo tra i commenti di questa pagina. Poco male, provvedo io.

— messaggio originale, 9 Aprile 2007 —-

Il tuo anticattolicesimo te lo puoi tenere per te!!

Sei molto bravo a scrivere e a divulgare, ma ti consiglio di occuparti
d’informatica!

Che ci stanno a fare articoli d’informatica con questioni religiose?

Il tuo blog è un minestrone !

Leggo con piacere i tuoi articoli su informatica e tecnologie ma di
religione sei IGNORANTE. MI DISPIACE a dire certe cose,

ma chi ti credi di essere??

Anche tu un giorno morirai e sarai ridotto a cenere, non ci pensi?

Di fronte a dio sei una creatura, ricordatelo

———– fine —————

Ah, naturalmente la Polizia di Stato (quella della Repubblica Italiana, non quella del Vaticano) NON si è offerta di fornirmi una scorta come è invece successo dopo le scritte “ingiuriose” apparse sulla porta della Chiesa a Genova e rivolte a Monsignor Bagnasco.

2. Rossano Casagli - April 9, 2007

Il solito cattolico temerario pieno di buoni argomenti, si direbbe.

Li fanno con lo stampino.

Saluti.

3. paolo - April 27, 2008

Ratzinger si sta dimostrandocome da molti temuto uno dei papi piu’ retrivi della storia,a presto la revisione del concilio vaticano II° ,la messa in latino, la scomunica per chi ha rapporti prematrimoniale e per chi,nell’ambito del matrimonio RELIGIOSO avra’ rapporti non finalizzati alla procreazione ma alpiacere e i pecoroni italiani gli vanno dietro,altro che Zapatero e la cattolica ma illuminata Spagna che sa difendere l’indipendenza dello stato dalle interferenze prepotenti dei fondamentalisti cattolici che sono esattamente come quelli islamici e vorrebbero dettare le leggi degli stati. Il sig. bagnasco (badate bene,signoti dei poteri forti,della Digos ecc, che mi metterete subito sotto controllo,io sono un moderato di centro,non un fanatico ne’ un attentatore ma una persona rispettosa delle leggi ed istituzioni,molto mite e democratico,ma che non sopporto certe sfrontate ingerenze della chiesa che fanno presa solo sulla serva italia) sou degno portavoce in qualita’di presidente della CEI e purtroppo vescovo della mia citta’ che e’ sempre stata prona a 90 gradi nei suio poteri orti al volere della curia diffonde parole di abominio versol’aborto terapeutico,il divorzio (leggi civili dello stato votate dagli italiani di allora,gente con le palle non come i caproni di oggi), verso la mera convivenza anche per aiuto o assistenza fra coppie sia dello stesso sesso che fra fratello e sorella anziani,ad esempio,e soli,rifiutando ogni idea diriconoscimentodi diritticivilia costoro, ed e’ arrrivato a ventilare la chiusura prima,poi il ridimensionamento,anche a liello di organizzazione di congressi scientifici, del reparto di Genetica Umana dell’ospedale Galliera,il secndo di genova,di cui lui e’ immeritatamente presidente per statuto, perche’ la ricerca genetica sull’embrione,facendo scoprire eventuali gravi malattie nell’embrione,quali il down, potrebbe”indurre un certo numero di donne a chiedere l’aborto terapeutico nei termini di legge”: allora veramente siamo tornati al medioevo, che schifo,che vomito,che vergogna! Mentre in molte pietose democrazie europee esiste il testamento biologico e l’eutanasia passiva ed in una anche quella attiva, e mentre in Spagna,Belgio,Olanda,Inghilterra esistono i matrimoni gay,ed in Francia,governata dalla destra di Sarkozy,esistono i PACS,perche’ giustamente Sarkozy pratica la sua politica di destra in economia,agli interni ed agli esteri ma non sul libero arbitrio della popolazione, qui stiamo finendoper essere un popolo di belanti caprette senza piu’ un orgoglio ed una idea personali,ma rincoglioniti da tutti i TG che ogni sera dedicano 4/5 del loro tempo all’emergenza crimine che e’ sempre la stessa da anni e che ora convince i troppi con un basso Q.I. che ci vuole rigore,indiscriminato, ci vuole uno stato di polizia dove alberga con dignita’ solo chi (sono pochini ormai…) TIENE FAMIGLIA TRADIZIONALE- Ti chiedo,come posso dare risao a queste mie banali considerazioni per raggiungere il maggior numero di persone e convincerle che non viviamo piu’ nello stato della chiesa?
Grazie mille per l’ospitalita’.

4. luciana - May 30, 2008

ma perchè la Chiesa non trasferisce tutto il entourage nie Paesi più poveri in modo da portare un po’ di turismo e con esso soldi e sviluppo anche a loro? Così sarà circondta dai poveri a cui tiene tanto e smettrà di fare affogare noi nel disagio

5. david pierini - December 9, 2009

C’è una parabola di Gesù che fa particolarmente spavento, una parabola piena di riferimenti per i giorni nostri, una parabola che riguarda ognuno di noi…sia che siamo religiosi o meno, che siamo buoni o cattivi, che siamo lontani o vicini…è la parabola del banchetto di nozze.
In questa parabola ci viene detto con disarmante semplicità e chiarezza che nei giorni della fine Dio sarà rifiutato dai suoi, che questi per quanto persone buone e buoni testimoni della Sua parola saranno gettati nell’inferno…ci viene detto che la chiesa sarà distrutta e uccisi tutti coloro che la occupano…ci viene detto che al banchetto di nozze saranno invitati i perduti…ci viene detto che saranno spinti con vigore ad entrare…ci viene detto che questi ultimi saranno chiamati a riacquistare la dignità perduta….e ci viene detto che chi non lo farà sarà cacciato fuori.
Ecco la parabola che viene narrata da due evangelisti…Luca e Matteo…

Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena. (Lc 14, 16-24)

Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti. (Mt 22,1-14)

Io credo che gran parte della parabola sia già stata consumata…credo che Dio abbia già fatto gli inviti ai cristiani del nostro secolo…credo che questi abbiano declinato l’nvito essendo occupati nelle faccende di questo mondo…credo che la chiesa, abbandonata da Dio, sia stata invasa dalle armate di Satana…credo infine che i testimoni della Sua parola siano stati tutti…spiritulmente passati a fil di spada.
Ora il Signore incarica i suoi servi di porgere gli inviti ai perduti e spingerli ad entrare…l’ultima chiamata è per i peccatori di ogni specie, gli stolti, gli empi, i Giuda del nostro tempo e tutti coloro che erano “fuorilegge” secondo i canoni della nostra chiesa.
Il Signore estende a chiunque il suo invito…c’è posto per tutti, atei compresi, per tutti coloro che intendono ravvedersi.
L’aver scoperto che in questo tempo maledetto anche i santi vanno all’inferno, che per quanto possiamo pregare e fare opere buone se non prendiamo le distanze dal potere malefico di tanta parte di questo clero saremo gettati con loro nello stagno di fuoco, che i cristiani che si rifiutano di vedere i segni dei tempi e di andare incontro allo sposo sono destinati al supplizio eterno…l’aver scoperto tutto questo ha avuto nel mio cuore l’effetto devastante di un “undici settembre”…e raso al suolo ogni speranza.
Terrificante sentire Gesù definire il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi dei nostri giorni…coloro che predicano la sua parola, coloro che parlano nel suo nome…”assassini”.


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