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Apple e TC: una desolante assenza di smentite March 10, 2006

Posted by laspinanelfianco in Comunicazioni di massa, Trusted Computing.
5 comments

Alcune settimane fa un mio articolo su Punto informatico ha suscitato un vero putiferio. Si trattava, come forse ricorderete, di un articolo che riguardava l’uso di tecnologie Trusted Computing da parte di Apple. In particolare, nel mio articolo sostenevo che Apple stia installando un Fritz Chip (TPM) su tutte le sue nuove macchine basate su architettura Intel, sia portatili che da tavolo. Sostenevo anche che Apple potrebbe avere intenzione di usare il TPM anche come base per sistemi DRM di seconda generazione, e non solo come sistema per impedire l’installazione di MacOS X su generici PC intel, come dichiara ufficialmente.

A distanza di qualche tempo dal mio articolo, non ho ancora ricevuto nessuna smentita da parte di Apple. La stessa cosa si può dire dei molti altri commentatori che hanno detto le stesse cose, in varie lingue e su molte diverse testate giornalistiche, nei mesi scorsi. Nessuno di noi ha mai ricevuto una lettera da parte di Apple che dicesse “Signori miei, vi state sbagliando: non c’è nessun TPM sui MacIntel di serie. Era solo una soluzione temporanea ad un problema contingente che si è presentato durante la fase di transizione e sviluppo. Non abbiamo nessuna intenzione di installare dei TPM sulle nostre nuove macchine e soprattutto non vogliamo usare questi ipotetici TPM come base per futuri sistemi DRM.”

Nel mio articolo mi sono esposto molto. Sicuramente molto di più di quanto consiglierebbe il buon senso ad un modesto commentatore tecnico che scrive per i giornali. Se Apple avesse deciso di reagire a tono alle mie asserzioni, a questo punto sarei già stato sicuramente seppellitto dalle smentite e non avrei più nessuna credibilità.

Ma Apple non si è mossa.

Non ha inviato nessuna lettera di smentita a nessuno dei commentatori coinvolti. Ha invece fatto qualcosa di molto diverso, qualcosa che dovrebbe far riflettere:

Apple ha chiesto ed ottenuto di far chiudere, uno dopo l’altro, tutti i siti che rendevano disponibili i materiali sviluppati da Maxxuss, l’hacker che ha messo a punto le patch necessarie per installare MacOS X su generici PC Intel. Apple è addirittura riuscita ad ottenere la chiusura di alcuni forum che parlavano di questo argomento e la rimozione dei link ai siti di Maxxuss.

Se la presenza del Fritz Chip sui MacIntel fosse stata solo una soluzione di passaggio, destinata a non essere usata in futuro sulle macchine di serie, questo comportamento avrebbe avuto senso?

Andando oltre: se il Fritz Chip servisse solo a rendere “non trasportabile” MacOS X sui PC generici, perchè non limitarsi a mettere una parte del sistema operativo su delle ROM, come Apple ha sempre fatto? Perchè non limitarsi a dotare i MacIntel di una semplice ROM contenente un codice identificativo a 2048 bit? Come spiegavo nel mio articolo, questa soluzione sarebbe del tutto equivalente a quella attualmente usata (che non sfrutta a fondo le potenzialità del Fritz Chip). Perchè usare un componente attivo come il TPM per fargli fare il lavoro di una ROM? Il Fritz Chip costa sicuramente di più e crea un sacco di problemi politici. Se non si desidera sfruttarne le caratteristiche che lo rendono veramente diverso da una semplice ROM, perchè accollarsi questi problemi?

Che cosa fa un TPM che una ROM non può fare?

Se qualcuno ha delle risposte convincenti a queste domande, è pregato di renderle note. Questa preghiera è rivolta soprattutto ad Apple, ovviamente.

Io sono qui. Lo spazio dei commenti che segue è a vostra disposizione.

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