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L’Articolato Tanga: Nuovi Reati Informatici March 31, 2006

Posted by laspinanelfianco in Diritti Digitali.
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Il nostro eorico e sempre lucidissimo Marco Calamari ha pubblicato proprio oggi un interessantissmo articolo su Punto Informatico dove parla del famigerato “Articolato Tanga”. Trovate l'articolo originale a questa URL: http://punto-informatico.it/p.asp?i=58634&r=PI . Come spiega Marco Calamari, l'Articolato Tanga sostanzialmente è una proposta di legge che ipotizza due nuove tipologie di reato: "Detenzione abusiva di strumenti informatici" e "Uso illegale di dati criptati o steganografati". Analizziamo con attenzione questi due punti.

Detenzione abusiva di strumenti informatici

Come spiega Calamari, “La fattispecie di reato, definito di tipo anticipatorio, sancisce la illiceità del possesso di programmi destinati specificamente alla realizzazione di crimini informatici.”

In pratica, questa proposta tenta di rendere illegale la semplice detenzione sul disco fisso di programmi che possano essere usati (in modo “prevalente”) al fine di superare le difese poste in essere dai vari operatori economici a protezione dei loro preziosi prodotti e servizi. In pratica, sistemi in grado di superare i sistemi DRM.

Questo risultato può essere ottenuto semplicemente rendendo illegale qualunque programma che permetta di creare una copia abusiva di un prodotto digitale protetto o di superare una barriera posta a difesa di un sistema. La “capacità tecnica” del programma diventa automaticamente “dimostrazione” di una “capacità (ed intenzione) di commettere crimini”.

Secondo la stessa logica, il vostro “attrezzo” (si, proprio quello che tenete in mezzo alle gambe) è un'arma impropria che dovrebbe essere soggetta a registrazione presso l'FBI, visto che lo potete usare per commettere uno stupro.

[Ricordatevi che io non sono uno di quelli che sostiene la neutralità della tecnologia, anzi. Tuttavia, un reato diventa tale solo se e quando viene commesso (e dimostrato). Prima di quel momento si possono fare solo dei pericolosissimi processi alle intenzioni come quelli che faceva la Santa Inquisizione.]

Uso illegale di dati criptati o steganografati

Come stabilisce il redattore della proposta, è un criminale: "Chiunque al fine di organizzare, o commettere o consentire che altri organizzino o commettano reati (…) trasmette, mediante un sistema di informazione, dati informatici criptati o steganografati".

Questa proposta ha ovviamente lo scopo di rendere illegale l'uso personale di strumenti crittografici. Non è più immaginabile da molti anni l'idea di rendere illegale l'uso della crittografia a fini “commerciali” od “industriali” per il semplice fatto che tutti, ma proprio tutti, i sistemi di protezione dalla copia e dall'uso abusivo di prodotti e servizi digitali (cioè i famigerati sistemi DRM) si basano pesantemente su tecniche crittografiche. Questo è vero per le trasmissioni televisive digitali (da satellite e Digitale Terrestre) e per le comunicazioni radio dei telefoni GSM, GPRS ed UMTS, ad esempio.

Se dovesse passare (no, mi correggo: “quando passerà”) questa proposta di legge, ci troveremo in una situazione in cui Rupert Murdock, il proprietario di Sky TV, avrà il diritto di usare la crittografia per proteggere le sue trasmissioni da un nostro eventuale uso non autorizzato (in pratica: per imporci di pagare l'abbonamento) mentre noi non avremo più il diritto di proteggere le nostre comunicazioni con tecniche crittografiche. Niente più GPG o PGP per proteggere i nostri messggi di posta elettronica da sguardi indiscreti. Niente più radio CB e telefoni cellulari di tipo crittografico.Decisamente un bel mondo in cui vivere!

Questo risultato può essere ottenuto imponendo una apposita “licenza” per l'uso di tecniche crittografiche, come avviene dagli anni '30 (Governo Mussolini…) per quello che riguarda le frequenze radio. L'imposizione della licenza governativa per l'uso delle radiofrequenze è riuscita a troncare sul nascere l'idea di usare la radio come strumento personale per la conversazione bidirezionale a distanza ed ha trasformato questa tecnologia nello strumento industriale uno-che-parla-a-molti-che-ascoltano che noi tutti conosciamo molto bene. Riuscirà certamente a fare altrettanto con la crittografia e con Internet.

Proposte

Come dice il Presidente del Consiglio, l'Onorevole Silvio Berlusconi, i “comunisti” sanno solo lamentarsi ed offendere. Non sanno fare proposte concrete. Come sapete sin dall'inizio, io sono Comunista (non “neo-comunista”, non “di sinistra”, non “progressista. Proprio “Comunista”, come lo erano Marx e Lenin.) e quindi, per definizione, non so fare proposte. Qui di seguito trovate le mie non-proposte. Se vi sembrano proposte, tranquilli: è solo una illusione ottica.

Diritto all'uso personale della Crittografia e della Steganografia

Ormai è tempo di dire apertamente, in tutte le sedi opportune, che l'uso della crittografia e della steganograzia per difendere la propria privacy ed i propri affari è un sacrosanto diritto del cittadino. Punto e basta.

Se queste tecniche possono essere usate anche per commettere dei crimini, amen. Bisogna rassegnarsi. La necessità della crittografia ai fini della difesa della privacy del cittadino e della vita democratica del paese è tale, e talmente evidente, da non permettere altre discussioni su questo punto.

E' tempo di pretendere un articolo di legge, magari un articolo della Costituzione, a difesa di questo diritto.

Diritto alla libera “detenzione” del Software

“Pizzicare” chi fa uso di hardware e software (più o meno “dedicato”) per commettere dei crimini è ancora molto facile. Basti pensare a quanto sia semplice identificare e tracciare fino alla loro sorgente le comunicazioni (anche cifrate) che vengono usate per scambiare file copyrighted su Internet.Questa situazione è destinata a restare la stessa ancora per decenni o forse per secoli. Anche quando la nostra tecnologia ci permetterà di immagazzinare l'ultimo disco di Eros Ramazzotti in un apposito spazio di memoria quantistico ospitato nella undicesima dimensione del nostro continuum spazio temporale, sarà ancora possibile mettersi di guardia sulla porta e “pizzicare” la persona che va a rifornirsi di “roba” dal repository.

Non c'è un solo motivo valido al mondo di impedire a chiunque di detenere un qualunque pezzo di software. E' ora di dirlo ad alta voce e di pretendere un articolo di legge che stabilisca in modo chiaro ed inequivocabile questo diritto.

A difendere i diritti (o, più spesso, i privilegi) dell'industria ci sono già la Polizia e la Magistratura. Devono bastare quelli.

Diritto all'uso arbitrario dei prodotti e servizi regolarmente acquistati.

Se compro un prodotto od un servizio, e lo pago con soldi buoni, diventa mio e ne faccio quello che mi pare. Non è nemmeno lontanamente concepibile che mi si possa venire a contestare il fatto che uso il prodotto od il servizio in questione per capire come funziona (anche se al fine di “crackarlo” in qualche modo). Se un reato mi potrà essere contestato, sarà solo quello di avere messo in pratica, a fini illeggittimi, la conoscenza acquisita in questo modo, se mai lo farò.

O io sono un ladro solo dopo che avrò rubato qualcosa (e solo dopo che qualcuno sarà stato in grado di dimostrarlo) oppure il Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi, deve andare in galera adesso. Non può essere che ci sia una legge buona per me ed una buona per lui.

Aquisire (in qualcunque modo) e soprattutto diffondere conoscenza non può essere considerato un reato. E' ora di dirlo ad alta voce e di pretendere un articolo di legge che lo stabilisca in modo chiaro ed univoco.

Certificazione dell'Uomo Politico

Un Uomo Politico non può andare a Davon, Svizzera, a diffondere simili idee a nome di uno o più Governi Nazionali. E' tempo di pretendere una rigorosa “certificazione” psicologia e professionale dei nostri rappresentanti politici e dei loro consulenti. La loro lingua, quella si, è un'arma impropria e dovrebbe essere soggetta a limitazioni d'uso.

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Aboliamo l’Universita! Aboliamo la Ricerca! March 31, 2006

Posted by laspinanelfianco in Politica.
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Leggendo Repubblica, sono incappato in questo articolo.

Ammettiamolo: l'Italia non sa che farsene della ricerca scientifica e dell'Università. Il suo sistema produttivo è da sempre orientato alla soddisfazione di quei “bisogni emozionali” che sono stati teorizzati dalla Swatch e che hanno fatto la fortuna dell'Italia nel settore della moda e del wellness (centri estetici, beauty farm, etc.). Il sistema produttivo italiano è basato sul narcisismo e sull'infantilismo, non sul mercato.

Anche quando è costretto alla competizione, il nostro sistema produttivo la affronta con i metodi tipici della cultura mediterranea: alleanze occasionali, cartelli, corruzione, complotti, truffe e colpi di mano. Mai si abbasserebbe a lottare per il pane sul libero mercato.

In questo contesto, la ricerca scientifica è del tutto inutile. Non è il prodotto migliore od il più conveniente ad imporsi sul mercato ma quello che l'utente non può rifiutarsi di comprare, come il canone obbligatorio della Telecom ed il ricevitore per il Digitale Terrestre finanziato e sponsorizzato niente meno che dallo Stato.

Non dovendo formare figure professionali di alto livello, l'Università diventa a sua volta inutile. Anzi: diventa un costo, un regalo assurdo che facciamo agli USA ed alla Germania. Sopportando costi sociali enormi, noi formiamo laureati di alto livello che poi non possiamo sfruttare internamente, per mancanza di industrie, e che dobbiamo cedere in usufrutto gratuito ad altri.

Allora, diciamocelo: i fatti dimostrano che gli italiani non vogliono più sopportare questi costi. Sono 50 anni che trovano ogni scusa possibile per non tirar fuori un solo euro per la Ricerca e l'Università. La nostra industria è stanca di fingere e di sponsorizzare progetti privi di senso solamente per far credere ai nostri partner che siamo ancora un paese tecnologico. La nostra gente rivuole le sue sedie di paglia di fronte alla porta di casa, una limonata grattata dal ghiaccio ed una bancarella con le calze di nylon americane da vendere alle ragazze da marito. Basta con queste cazzate nanotecnologiche, europee, digitali e genetiche con il libretto di istruzioni in inglese! Basta con l'Università e basta con la Ricerca!

La facessero gli altri, se proprio ne hanno bisogno!

Chiudiamo queste torri d'avorio e mandiamo questi spocchiosi intellettuali a laurearsi altrove. Non fanno forse così quasi tutti i paesi africani ed asiatici? Non c'è mica l'Università a Maputo, capitale del Mozambico, od a Dodoma, capitale della Tanzania! Perchè mai ce ne dovrebbe essere una a Roma? Mozambicani e Tanzanesi, se vogliono laurearsi, vanno in USA od in Francia a rompere i coglioni! Se vogliono fare ricerca, o si trovano un finanziamento all'MIT, ad UCLA od alla Sorbona o tornano a lavorare sul fondo di una miniera di diamanti come fanno tutti!

Quindi, dov'è il problema? Aboliamo l'Università e la Ricerca Scientifica! Anzi: proibiamole per legge! Eh, si perchè se si lascia agli italiani la libertà di fare qualcosa poi va a finire che la fanno e dopo sono dolori. Dopo aver sputato sangue nelle più toste università europee, i nostri laureati vogliono il posto fisso, uno stipendio da laureato e tutti i privilegi della classe colta… mica si accontentano di lavorare part-time in un call-center facendo assistenza tecnica alle signore di mezz'età in crisi col telefono cellulare!

Ed allora basta! Qui non c'è trippa per gatti! Se volete una laurea, andate a guadagnarvela altrove, se avete i soldi per farlo! Se volete fare ricerca, rivolgetevi agli americani! Loro vanno ancora dietro a queste cazzate.

Noi qui stiamo a faticare. Non ci scassate u' cazzo!

Mirror intelligente de “La Spina Nel Fianco” March 22, 2006

Posted by laspinanelfianco in Uncategorized.
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Paolo Brocco, un brillante laureando in informatica, ha appena messo in linea un interessante prototipo di sito web (o, più esattamente, di web log) navigabile con un innovativo sistema “ad history”. Questo sistema permette di tenere traccia degli articoli letti e di quelli da leggere in modo da rendere più agevole la consultazione di siti complessi ed aggiornati di frequente.

Il sito web utilizzato da Paolo come base per i suoi esperimenti è “La Spina nel Fianco”.

Trovate il sito di Paolo Brocco a questo URL:

http://untrusted.pbworks.net/

Sono sicuro che lo troverete molto utile e concettualmente interessante.

Ringrazio di cuore Paolo per l’attenzione che ha voluto dedicare ai miei modesti scritti.